nadia toffa fabrizio frizzi e cammilleri

Con l’arrivo della fine dell’anno si è spesso inclini e protesi a dover necessariamente tirare le somme di quello passato. Guardarsi indietro, come si suol dire, a tutto ciò che è stato e che, proprio questo, che faccia piacere o no, è destinato a non ritornare: momenti, emozioni, persone. Incamminandoci per la selva oscura degli anni che dal 2010 ci hanno inesorabilmente trascinati al 2020, non si può certo non rivolgere qualche pensiero a chi proprio in questo ultimo decennio ci ha lasciato. Una morte fisica che nulla ha a che vedere con quella spirituale, mantenuta viva dai ricordi, dalle imprese, dalle fotografie.

Il 2010, la morte delle icone: Raimondo Vianello e Sandra Mondaini

Un tuffo nel passato abbattendo il tabù della morte per potersi solamente soffermare sul ricordo di chi ha contribuito alla storia, in questi 10 anni: sia questa della televisione, della giurisprudenza, del calcio. Correva l’anno 2010 quando, in coppia a distanza di pochi mesi, ci lasciavano due icone del piccolo schermo italiano quali Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Un anno segnato poi anche dalla perdita del pungente e irriverente Maurizio Mosca e dalla drammatica scomparsa dell’idolo del Grande Fratello, Pietro Taricone, deceduto in un incidente.

È sempre il 2010, e sempre in questo anno si spegne la giornalista ma anche critica cinematografica, Claudia Vinciguerra. Un lutto che segnò anche la fortunata trasmissione Forum e più in generale il mondo della giurisprudenza non solo mediatica con la morte di Santi Licheri, il magistrato venuto a mancare il 4 aprile del medesimo anno. E con il 2020, saranno trascorsi 10 anni anche dalla morte di Francesco Cossiga, ottavo Presidente della Repubblica.

A chiusura, il mondo del cinema dovette fare i conti con la perdita dell’estro di Mario Monicelli, tra i più celebri registi italiani i cui film Guardie e ladri, Amici miei, Il marchese del Grillo, per citarne alcuni, fanno rivivere in maniera immortale la sua arte.

Il 2011, l’anno di Marco Simoncelli, Steve Jobs e Amy Winehouse

Il 2011 purtroppo, dal punto di vista delle persone destinate ad essere solamente reminiscenza del passato, fu l’anno del drammatico incidente motociclistico in cui perse la vita il giovanissimo Marco Simoncelli.

Notizia che sconvolse il mondo dello sport e che arrivò non molti giorni dopo la morte di uomo che rivoluzionò la nostra vita, rendendola smart, intuitiva: il grande Steve Jobs, il volto della Apple scomparso nella sua casa di Palo Alto per colpa di un carcinoma.

Sempre il 2011 è l’anno dell’addio alla calda voce, distinguibile ad occhi chiusi e centinaia di metri di distanza, della giovane Amy Winehouse. La cantante venne trovata morta nel letto della sua abitazione. Sempre sul piano internazionale, il 2011 è l’anno segnato dalla morte di Osama bin Laden, il terrorista saudita indicato come responsabile del drammatico attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle.

Sempre parlando di politiche extraeuropee, nel 2011 si spense anche il rivoluzionario e politico libico, Mu’ammar Gheddafi.

Il 2012, il dolore del calcio per Piermario Morosini

Personalità internazionali e di rilievo quelle che vennero a mancare nel 2012, l’anno in cui si spense l’uomo che per la prima volta poggiò il piede sulla Luna in quel lontano 21 luglio del 1969, Neil Alden Armstrong. Lo stesso anno, in Italia, si pianse per la morte dell’intramontabile cantautori, tra i pilastri della musica italiana, Lucio Dalla. La sua voce che continua però a rivivere nei versi che tutt’oggi vengono echeggiati dalle nuove generazioni, proprio come quelli di Whitney Houston, la diva americana ricordata come The Voice.

Un anno particolarmente difficile anche per il mondo dello sport che dovette far fronte a due morti difficili da elaborare e che ancora oggi, a distanza di anni, fa male ricordare: quella del pallavolista Vigor Bovolenta e quella del calciatore Piermario Morosini. Impossibile poi, dimenticare ma in questo, i libri di storia ci aiuteranno, la dipartita di Rita Levi Montalcini.

Il 2013, da Mariangela Melato a Nelson Mandela

Era l’11 gennaio del 2013 quando giungeva notizia della scomparsa di una delle più grandi attrici italiane, di quelle che tuttora permangono totem di un’arte difficile da superare.

Parliamo di Mariangela Melato, compagna per lungo tempo di Renzo Arbore, uccisa da un tumore al pancreas contro il quale combatté per lungo tempo. Un lutto che il mondo dello spettacolo dovette vivere due volte con l’arrivo della notizia, a maggio, della morte di Franca Rame.

Qualche mese dopo venne a mancare il campione olimpico dei record, Pietro Mennea, un mito indimenticabile. E sempre nel 2013 ci lasciarono la loro immensa e immortale eredità Enzo Jannacci e Franco Califano, scomparsi poco prima dell’annuncio della morte di Giulio Andreotti, il volto della Democrazia Cristiana.

Medesimo l’anno di dipartita che segnò anche i seguaci di Little Tony, il cuore matto che smise di battere il 27 maggio del 2013. Sul piano internazionale, due furono le morti che fecero a lungo parlare di sé: quella di Margherita Hack, l’astrofisica scomparsa nel giugno del 2013 e quella di Nelson Mandela, premio Nobel per la pace nel 1993.

Il 2014, l’addio a Mango e Giorgio Faletti

Il 2014 è l’anno segnato indelebilmente dalla morte del cantante Mango, venuto a mancare il 6 novembre del 2014 facendo ciò che amava, dove amava stare, sul palco di Matera, dove si stava esibendo in concerto.

Sempre poi il 2014 è l’anno segnato dalla morte di Robin Williams, il volto di quell’inobliabile o capitano! Mio capitano di Walt Whitman che su quei banchi de L’attimo fuggente ci ha fatto innamorare, vivere. Tornando in Italia, nello stesso anno, il 4 luglio, si spegne a Torino la poliedricità del genio, attore e cantante, scrittore ma anche comico, Giorgio Faletti.

Il 2015, nel segno di Pino Daniele

Napule è mille culure, e purtroppo nel 2015 alcune delle sfumature sono diventate impercettibili perdendo l’osservatore suo più caro, il suo amante, Pino Daniele.

Il 2015 era da poco iniziato, era ancora l’inizio di gennaio quando Pino Daniele, dopo lunghe sofferenze dovute a motivi cardiaci, si spegneva colto da infarto in Toscana.

Il 2016, l’annus horribilis della politica italiana

Un anno durissimo, il 2016, per la politica italiana e non solo. Morirono nello stesso anno, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, pietre miliari della storia politica del Bel Paese, da Gianroberto Casaleggio, la mente nonché fondatore insieme a Beppe Grillo, del Movimento Cinque Stelle i cui moniti e cui pensieri continuano imperterriti a segnarne le linee guida.

Insieme a lui, la politica ha dovuto dire anche ad una personalità distinta, la voce radicale di Marco Pannella, mancato nello stesso anno del 10° Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi.

Sempre di politica parliamo poi citando la morte di Fidel Castro, una scomparsa ad epilogo di un’era storica. Come dimenticare poi la scomparsa di George Michael, Prince, David Bowie.. immagini sacre del panorama musicale internazionale. Tornando nel nostrano, era gennaio 2016 quando si apprendeva dalle pagine di cronaca della morte di Giulio Regeni: un decesso ancora avaro di verità e giustizia. Un anno graffiato dalla dipartita del grande Umberto Eco e di Umberto Veronesi, Dario Fo, Anna Marchesini, Marta Marzotto, dell’asso del calcio Cesare Maldini, dello stoico ed epocale Muhammad Ali, ma anche Riccardo Garrone, Ettore Scola e dell’imperituro Bud Spencer.

Il 2017, l’ultimo saluto a Paolo Villaggio e il dramma di Nicky Hayden

Datata 2017 la scomparsa della sfacciata ironia di Leone Di Lernia, il radiofonico e cantautore la cui morte venne annunciata dal figlio Davide. Impossibile sorvolare sul ricordo di Cino Tortorella che ancora tanti oggi ricondurranno al Mago Zurlì e allo Zecchino d’Oro, che tuttora ne celebra la grandezza. Un po’ come più in generale, nel mondo televisione italiana, persiste la dedizione e la stima nei confronti di Gianni Boncompagni, scomparso nel 2017 così come Paolo Limiti ma anche Paolo Villaggio, il fantastico Fantozzi.

Parlando di sport, con il 2017 cessa d’esistere Il processo di Biscardi, programma cucito addosso al grande Aldo Biscardi. Risale al 2017 anche la drammatica scomparsa del grande campione motociclistico americano, Nicky Hayden, tragicamente scomparso a seguito di un incidente in bicicletta proprio mentre si trovava in soggiorno in Italia.

Il 2018, lo strazio di Astori, Dolores O’ Riordan e Fabrizio Frizzi

Il 2018 fu traumatico se si ripensa alla scomparsa, improvvisa, di giovani personalità nonché promesse di mondi disparati.

Caso questo quello di Avicii, il dj svedese che continua, superando lo spazio-tempo a far ballare il cosmo. Una simile sorte quella della cantante irlandese, la voce dei The Cranberries, Dolores O’ Riordan, morta a soli 47 anni. Si aggiunge, in coda, la straziante scomparsa del capitano della Fiorentina, il difensore Davide Astori.

Racchiuso nel 2018 anche il ricordo e la memoria di volti noti dello spettacolo come quello di Marina Ripa di Meana e Isabella Biagini. Sempre nel 2018, la morte del nobile conduttore la cui scomparsa destabilizzò il mondo del piccolo schermo, quella di Fabrizio Frizzi.

E ancora, si ricordano Sergio Marchionne, la mente innovatrice della FIAT; Anthony Bourdain, lo chef amante del viaggio e dell’avventura; il fisico e cosmologo, per citare alcuni dei suoi titoli, Stephen Hawking.

Il 2019, l’ombra di Nadia Toffa

Anche l’anno corrente purtroppo ha visto numerosi addii da parte di persone che faticano ad andarsene tuttavia dalla quotidianità. Il 2019 verrà ricordato anche per essere stato l’anno di morte di Nadia Toffa, la iena morta appena 40enne dopo una coraggiosa battaglia contro il cancro. A lutto anche il mondo della letteratura che ha perso, nel 2019, la gialla penna di Andrea Camilleri, il padre del Commissario Montalbano.

Difficile da apprendere anche la morte di Niki Lauda, il campione di Formula 1, come quella dell’iconico Luke Perry, per tutti l’immortale Dylan di Beverly Hills. Nel 2019 anche l’addio alla vedova Agnelli, Marella Caracciolo di Castagneto, cui è seguita la morte di Franco Zeffirelli, Luciano De Crescenzo e dello sportivo Felice Gimondi.