Abdelmjid El Biti e Souad Alloumi

Le tracce della 28enne Souad Alloumi si sono perse nel 2018 a Brescia, e il giallo della sua scomparsa si inerpica fino a quella notte tra il 3 e 4 giugno in cui tutto è rimasto sospeso nel limbo dell’incertezza. Per la Procura, la donna sarebbe stata uccisa dal marito, Abdelmjid El Biti, oggi imputato nel processo che ha visto il pm chiedere per lui la condanna all’ergastolo. Il corpo non è mai stato trovato, “occultato”, secondo l’accusa, dopo essere stato messo dentro un sacco e trasportato in un luogo ancora ignoto.

Il pm chiede l’ergastolo per il marito di Souad

Si consuma l’ultimo atto del processo di primo grado a carico di Abdelmjid El Biti, 50enne marocchino accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Per la Procura sarebbe lui ad aver ucciso la moglie 28enne Souad Alloumi, sua connazionale di cui si sono perse le tracce nella notte tra il 3 e il 4 giugno 2018, per poi mettere il cadavere in un sacco e disfarsene.

Il quotidiano locale Giornale di Brescia ha riportato la notizia della richiesta del pm: ergastolo.

Dal carcere dove è detenuto, l’uomo si è sempre dichiarato innocente, rigettando l’accusa di aver assassinato la giovane, madre di 2 bambini.

Le parole del magistrato in aula, riportate dal Corriere, ricalcano il contorno di terribile quadro secondo cui il marito “aveva pianificato tutto e quella notte è passato all’azione“.

Secondo l’accusa, l’appartamento della 28enne sarebbe la scena di un crimine compiuto davanti agli occhi dei bimbi. Strangolata e poi messa in un sacco, per essere infine occultata e mai più ritrovata.

Le telecamere al centro del giallo

Il sopralluogo effettuato dagli inquirenti nell’abitazione della donna avrebbe restituito l’istantanea di spazi in cui tutto sarebbe rimasto cristallizzato alla notte della sua misteriosa scomparsa.

Al centro del giallo, nodo sui cui si innesta lo scenario prefigurato dall’accusa, le immagini di una telecamera posta sul retro di un locale. Avrebbero impresso i movimenti dell’uomo che, scendendo le scale, trasporterebbe un pesante sacco nero.

Le telecamere che hanno ripreso l’uomo – sostiene il pm – dimostrano che si è cambiato gli abiti durante la notte e in auto aveva tutto il necessario. Dal cappello per camuffarsi, alla tuta e al sacco dove ha messo il corpo senza vita della moglie.

Le sporgenze del borsone fanno capire la sagoma delle ginocchia della vittima“.

In quell’appartamento esisterebbe una porta che darebbe sull’esterno, la cui posizione ‘sfugge’ all’occhio della telecamera e da cui, secondo un’ipotesi opposta alla pista dell’omicidio, la 28enne potrebbe essere uscita senza essere inquadrata. Ricostruzione completamente esclusa dall’accusa, secondo cui ci sarebbe una sola certezza: Souad non sarebbe uscita viva da quella casa.