violenza sessuale

Una bambina di 11 anni sarebbe stata costretta a compiere atti sessuali fuori dal centro commerciale Quarto Nuovo, nel napoletano. I carabinieri di Quarto e la Procura dei minori di Napoli stanno indagando per  formalizzare l’atto di accusa contro i presunti responsabili, due adolescenti di 15 e 16 anni. Massimo riserbo intorno a quanto accaduto, dato che sono coinvolti dei minorenni, ma il reato previsto dalla Procura è di violenza sessuale. Una prassi prevista dal codice penale, essendo la vittima minore di 13 anni. L’episodio gravissimo, come riporta Il Mattino, ha profondamente scosso la comunità in cui vive la bambina.

Violenza sessuale su una bambina di 11 anni fuori il centro commerciale

Secondo quanto riportano le fonti stampa, la bambina conosceva i suoi aggressori e sarebbe stata attirata al centro commerciale da uno di loro. Le sarebbe stato dato appuntamento con un messaggio su Whatsapp, ma arrivata nel luogo indicato, vicino alle giostre, avrebbe trovato anche l’altro adolescente. I due l’avrebbero prima molestata e poi avrebbero usato violenza su di lei. “Mi hanno fatto male, ho avuto dolore“, avrebbe detto durante una telefonata ad una compagna di scuola.

La bambina non sarebbe del tutto consapevole di quanto successo. I genitori valuteranno insieme ai consulenti l’appoggio psicologico di cui l’11enne ha bisogno e per il momento la piccola continua a frequentare la scuola.

Le indagini sui due adolescenti

Ad occuparsi della vicenda è il procuratore capo del Tribunale dei minori, Maria de Luzenberger Milnersnsheim, che coordina le indagini dei carabinieri. Sono al vaglio per formalizzare l’atto d’accusa le riprese delle videocamere di sicurezza intorno al centro commerciale, insieme alle testimonianze e ai tabulati telefonici.

Una delle insegnanti della scuola media frequentata dalla bambina, commentando l’accaduto, ha parlato con Il Mattino dei rischi relativi all’uso senza controlli di smartphone e chat da parte di preadolescenti. Nella scuola, infatti, da tempo i professori sarebbero consapevoli dell’esistenza di diversi video sensibili che circolerebbero tra i giovanissimi studenti.