premi oscar

Nel bagaglio dei ricordi del decennio che abbiamo per ora riempito con vestiti, canzoni, parole, cibi, “fotografie” sportive e di amici purtroppo scomparsi, è giunto il momento di trovare spazio per le opere cinematografiche che più hanno lasciato il segno negli anni 2010, da conservare e tenere a memoria per le future discussioni cinefile. Cimentarsi in una selezione di questa portata, ci porterà sicuramente a fare “vittime eccellenti” tra i grandi film del decennio 2010-2020, ma siamo certi che grazie all’estrema caratura artistica delle opere in questa lista, più di tanto non sbaglieremo.

Ecco quindi i nostri migliori 10 film del decennio, selezionati per anno di uscita nelle sale, 10 pellicole da vedere assolutamente, che possono essere considerati come lo spirito dei nostri tempi, che in futuro potranno raccontare come siamo stati in questa epoca.

Dal 2010 al 2015

Gli anni dell’esplosione dei social network hanno eletto come loro protagonisti assoluti i visionari e talentuosi fondatori delle room informatiche di condivisione, uno su tutti, il padre di Facebook Mark Zuckerberg. La sua storia, la storia dell’invenzione del social network che ha stravolto le nostre vite, il complicato intreccio di amicizie, scelte aziendali e volontà di cambiare il mondo che ha vissuto, sono state raccontate magistralmente da The Social Network, pellicola di David Fincher, consacrata da 3 premi Oscar ed entrata da subito, nella storia del cinema moderno.


Dell’anno successivo, vogliamo eleggere a imperdibile il “sorrentiniano” This Must Be The Place, analisi della vita di Cheyenne (interpretato da Sean Penn), rockstar in pensione, che vive la fine del periodo d’oro della sua carriera e che riuscirà a chiudere i conti col passato grazie ad un’insolita vendetta.


Amore, inganno, opere d’arte e umana accettazione di una bugia tanto grande quanto confortevole. Questi gli ingredienti de La migliore offerta, film di Giuseppe Tornatore, che ci mette nei panni di un battitore d’aste tanto innamorato dell’estetica da perdere completamente il controllo di sé stesso nel momento in cui si accorgerà di poterne fare a meno. Uno stravolgimento emotivo che diventa prima sogno e poi, brutalmente, si trasforma in incubo.

Non poteva mancare il film che ha fatto tornare l’Italia agli Oscar. Doppia presenza obbligata quindi in questa classifica per Paolo Sorrentino con La grande bellezza, per il quale servono davvero poche parole, basta il sorriso di Jep Gambardella nel corpo di un Toni Servillo in stato di grazia a farlo inserire in valigia senza pensarci su una volta di più.

Prendete Broadway, Batman, un cast di fenomeni e un piano sequenza lungo un intero film e otterrete un capolavoro. Questo è Birdman, la storia di una celebrità decaduta in cerca di riscatto, raccontata in un continuo alternarsi di palco e dietro le quinte, professionali e personali, di spotlight e buio, di realtà e finzione, che non da tregue, non ammette pause e porta ad un finale da standing ovation.

Deserto, rock and roll, macchine da guerra e tanta adrenalina, Mad Max Fury Road è l’esagerato re cinematografico del 2015. La serie ideata da George Miller tocca con questo episodio vette cinematografiche altissime, per estetica, fotografia e musica, che difficilmente uno spettatore potrà mai dimenticare.

Dal 2016 a oggi

Semplicemente il musical del decennio. Nessuna descrizione diversa rende più chiaro il perché di La La Land in questa lista. Emma Stone e Ryan Gosling ci fanno ballare, sognare, innamorare, vivere il meglio e il peggio della Los Angeles dei teatri, della strada per il successo, che può essere costellata di dolorosi fallimenti, ma che può far trovare l’amore vero.

L’addio alle interpretazioni di Daniel Day Lewis, unico attore capace di vincere per 3 volte il premio di miglior attore protagonista agli Oscar può essere superato solo perché non ci stancheremo di vedere e rivedere a ripetizione film come Il filo nascosto. Un film che ci rende drammaticamente consapevoli che in guerra e in amore vale tutto e delle derive a cui può portare il bisogno di essere amati.

Non solo finzione, ma anche realtà, da raccontare con coraggio, col mezzo che permette di osservarla su maxi-schermi, in compagnia e allo stesso tempo in estrema e contemplativa solitudine. Un caso di cronaca tra i più discussi del decennio, Sulla mia pelle ci lancia un messaggio semplice e chiarissimo, ci obbliga a prendere una decisione con noi stessi, cosa siamo disposti ad accettare e cosa siamo diventati. La vicenda giudiziaria di Stefano Cucchi come specchio per l’anima di tutti noi.

Finiamo col sorriso, triste, beffardo, spietato, disturbato e disturbante di Joker, con le maschere che disegniamo su noi stessi per affrontare l’esistenza e che finiscono per essere il nostro unico volto, spaventato e terrorizzante allo stesso tempo, finiamo con un capolavoro di arte cinematografica, che parla di presente, passato e futuro, che può diventare estremamente nero e difficile nel momento in cui i pagliacci smetteranno di fare ridere.