social network

Sms, “squilli”, “trilli” su MSN… Vi ricordano qualcosa? Sebbene possano ormai sembrare passati secoli, solo una decina di anni fa erano questi gli strumenti più diffusi per tessere le relazioni sociali online e via telefonino e forse non immaginavamo quanto, le trasformazioni di quei dispositivi e di quelle chat, avrebbero cambiato le nostre vite.

È nato prima il social o la voglia di condividere?

Difficile dire se in questo processo abbia avuto un peso maggiore l’evoluzione tecnologica dei dispositivi mobili, un’evoluzione dei nostri bisogni sociali che ci ha reso affamati di interazioni o la bravura delle software house nel creare sempre nuove app in grado di farci perdere la testa.

Sta di fatto che tutto ad un tratto, è piombato nelle nostre vite il social network per antonomasia, Facebook, e da quel momento niente è stato più come prima. Ancora oggi al vertice della “catena sociale”, il social inventato da Mark Zuckerberg ci ha mostrato quanto facile e soddisfacente possa essere la condivisione dei contenuti, evolvendo di continuo senza mai perdere il suo appeal e fagocitando qualsiasi rivale per mantenere il predominio decisionale sulle modalità attraverso le quali farci interagire l’un l’altro.


Al suo fianco è nata poi una serie di più o meno fortunate applicazioni che ne hanno provato a rubare la scena, alcuni riuscendo a diventarne validi compagni di condivisione, altri finendo rapidamente nel dimenticatoio. 

Il social si sa, funziona tanto quanto è ampia la sua diffusione, quindi il suo perdurare nel tempo dipende molto dai gusti degli utenti, che spesso si lasciano attrarre dalle novità del momento. Così alcuni di questi hanno avuto il loro momento di gloria passeggero per poi eclissarsi, come i vari Pinterest, Snapchat, Tumblr, dei quali almeno in Italia si parla sempre meno, altri hanno invece saputo confermarsi e resistere alla prova del tempo, come Twitter (anche se con qualche battuta di arresto) e Instagram, grande favorito a diventare il social preferito a livello mondiale nei prossimi anni.

Un futuro senza social è possibile?

Indovinare adesso come si evolveranno ulteriormente queste piattaforme è arduo tanto quanto predire l’avvento di Tik Tok mentre avevamo in tasca i Nokia 3310 e i BlackBerry, ma appare improbabile che queste dinamiche di share, like e follow saranno abbandonate nel breve periodo.

Certo una vita senza social è possibile, per certi versi auspicabile, almeno viste le derive (anche dal punto di vista medico) a cui l’uso compulsivo può portare e cercare rifugio nella vita offline, ma forse ormai, come ha detto una delle massime esperte digitali italiane Alessandra Farabegoli, semplicemente “la distinzione fra online e offline ormai non ha più senso di esistere”.