Freddie Thompson

Freddie Thompson, un bambino di 3 anni di Ampleforth, in Inghilterra, è morto a causa di un neuroblastoma al quarto stadio. Per cercare di salvarlo, i genitori avevano avviato una raccolta fondi online, con lo scopo di pagare le costosissime cure sperimentali disponibili solo in America. Nonostante l’iniziativa sia andata ben oltre le aspettative, raccogliendo più di 500mila euro, il piccolo Freddie non ha potuto beneficiarne. “Il nostro coraggioso bambino ha lottato fino alla fine, ma il suo piccolo corpo non aveva più la forza per lottare ancora”, hanno scritto i genitori su Facebook.

Un calvario lungo un anno

Freddie aveva iniziato a stare male un anno fa, con vomito, perdita di peso e mancanza di sonno. I medici dell’ospedale gli avevano diagnosticato un tumore in stadio avanzato e da quel momento era iniziato un lungo percorso di sofferenza. Cicli di chemioterapia e radioterapia sono culminati con un intervento chirurgico di 10 ore: “Non potevamo tenerlo in braccio perché a causa del neuroblastoma provava dolore sia stando seduto che in piedi”, hanno raccontato i genitori sulla pagina della raccolta fondi. Viste le condizioni del bambino, l’ultima speranza rimasta era quella di un impegnativo viaggio presso lo Sloan Kettering Memorial Hospital di New York.

La raccolta fondi

La terapia disponibile nell’ospedale americano mostrava segnali promettenti per quanto riguarda questo tipo di patologie. Il suo costo, però, tenuto anche in considerazione il trasferimento del paziente, era alquanto proibitivo. Da qui l’idea di organizzare una raccolta fondi, con l’obiettivo minimo di 250mila sterline (circa 300mila euro). Migliaia di persone, sopratutto nella comunità di appartenenza della famiglia, hanno dato il loro supporto alla campagna, che ha preso il nome di Freddie’s Fight (La lotta di Freddie).

Grazie alla loro generosità l’obiettivo è stato raggiunto già a giugno.

Attualmente sulla pagina online vengono visualizzate donazioni per 450mila sterline (circa 535mila euro). Purtroppo Freddie è morto prima di potersi recare negli Stati Uniti e, secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Northern Echo, la somma non utilizzata dai genitori finirà all’associazione Solving Kids’ Cancer, che si occupa dei bambini malati dando un aiuto concreto alle famiglie che affrontano questa difficile sfida.

Immagine in copertina: Facebook /freddiesfight1