L'ingessatura in resina di Cast21

Addio agli ingombranti gessi vecchio stile: una startup americana di giovani ingegneri promette di rivoluzionare il modo in cui le fratture vengono curate. Merito di un innovativo apparecchio ortopedico dal design futuristico e dai colori pop.

I fastidi dell’ingessatura tradizionale

“Puoi goderti la tua esperienza di guarigione”. Questa sono le seducenti parole di Veronica Hogg, vice presidente della startup Cast21. Facile a dirsi, meno a immaginarsi, pressoché impossibile a farsi se si parla di guarire da una brutta frattura. La tradizionale ingessatura è pesante, pruriginosa e (ammettiamolo) a lungo andare maleodorante. Uno stimolante problema da risolvere per gli ingegneri di Cast21, startup con base a Chicago.

Sfruttando i progressi fatti nel campo dell’ingegneria dei materiali, hanno presentato un prototipo di ingessatura… senza gesso.

Resina vs gesso: 1 a 0

L’apparecchio ortopedico studiato da Cast21 somiglia a un grande bracciale, una struttura in resina a maglie larghe dal colore personalizzabile. I punti di forza? È leggera, traspirante e resistente all’acqua. “Non devi essere ostacolato nelle attività quotidiane”, promette la Hogg durante la presentazione del rivoluzionario bracciale ortopedico. La sua applicazione richiede meno di dieci minuti, e la sua rimozione non comporta il coinvolgimento di rumorose seghe.

“La gran parte delle fratture avviene nei bambini, negli adolescenti e negli anziani”, spiega la Hogg. “Quelle seghe sono molto rumorose e la polvere di gesso vola e (…)  può essere estremamente spaventoso”. Un’esperienza che, forse, in futuro potrà essere risparmiata ai pazienti. “Il nostro prodotto non necessita di tutto ciò”, spiega la vice presidente.

Il “gesso di resina” a breve sul mercato?

L’invenzione di Cast21 renderà il periodo di guarigione meno limitante? La Hogg ci crede fermamente e, durante la presentazione del suo piccolo gioiello, elenca altri punti di forza.

“Non occorre né acqua né elettricità per applicarlo”, spiega, “per cui è facilmente trasportabile”. Cast21 immagina già il suo utilizzo nell’esercito e nei kit di primo soccorso. Per ora il bracciale di resina è solo un prototipo, ma la startup non vede l’ora di lanciarlo sul mercato a un prezzo competitivo. “Vogliamo che sia accessibile a una grande fetta della popolazione”, afferma la Hogg. “Non vogliamo che sia un prodotto di lusso”.