Matteo Salvini

L’ex vicepremier Matteo Salvini risulterebbe indagato dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio: nel mirino 35 voli di Stato che la Corte dei conti aveva già considerato illegittimi, per poi archiviare per assenza di danno erariale.

Salvini indagato per abuso d’ufficio

Sarebbe questa l’ipotesi su 35 voli di Stato usati quando era ministro, per cui l’ex vicepremier Salvini risulterebbe indagato. Lo riportano diversi organi di stampa tra cui il Corriere della Sera, secondo cui la Procura di Roma avrebbe trasmesso gli atti al tribunale dei ministri.

La Corte dei conti aveva già sollevato la questione dell’illegittimità, e ora si indagherebbe per verificare l’eventuale rilevanza penale.

La nuova grana giudiziaria che si profila all’orizzonte del leader leghista riguarderebbe l’inchiesta su alcune trasferte dell’ex titolare del dicastero dell’Interno, e le carte sarebbero passate al Tribunale dei ministri (di competenza su reati commessi in esercizio delle funzioni ministeriali).

I voli della discordia

La Corte dei conti aveva archiviato nel settembre scorso, all’esito delle verifiche condotte sull’eventuale danno erariale causato: nessuno, secondo quanto concluso dalla magistratura contabile.

Nonostante questa evidenza, però, avrebbe ritenuto comunque illegittimo l’uso dei velivoli in questione, precisamente di Polizia di Stato e Vigili del fuoco, per i voli oggetto di accertamenti.

Tali mezzi, infatti, sono riservati esclusivamente a spostamenti per impegni istituzionali o di addestramento, e non ai cosiddetti ‘voli di Stato'” (fatte salve eccezioni opportunamente autorizzate).

Il fascicolo della Corte dei conti

La notizia dell’apertura di un fascicolo (quello poi archiviato nel settembre scorso) da parte della Corte dei conti risale al maggio scorso, quando i voli di Stato dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini finirono nel mirino delle verifiche.

La vicenda era esplosa dopo un’inchiesta di Repubblica, e le indagini si erano focalizzate su un interrogativo: Salvini ha viaggiato su aerei ed elicotteri delle forze dell’ordine per fini non strettamente istituzionali?

Secondo quanto riportato da Repubblica all’alba degli accertamenti su questa ipotesi, alcune trasferte dell’allora vicepremier, tra il 2018 e 2019, avrebbero coniugato impegni istituzionali e di partito, finendo per contrastare con il legittimo impiego dei voli durante le funzioni ministeriali.

Lo stesso quotidiano riportò un passaggio della nota con cui il Dipartimento di Pubblica Sicurezza avrebbe confermato l’inchiesta: “Il ministro Matteo Salvini, negli undici mesi di permanenza al Viminale, ha utilizzato gli aerei della Polizia di Stato per 19 tratte, per la durata media di un’ora, che fanno riferimento a 10 giorni“.

La Corte dei conti avrebbe infine archiviato motivando così la decisione, come riporta Il Corriere della Sera: “I costi sostenuti non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l’Amministrazione dell’Interno avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea“.

Secondo gli ultimi sviluppi, non ci sarebbe però autorizzazione su 35 voli, 20 dei quali con l’aereo P.180, 14 con un elicottero del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e 1 sul P.180 dei Vigili del fuoco. Tutto passa ora al Tribunale dei ministri.