carcere

Picchiato a morte e seppellito in una fossa avvolto in un telo di nylon. Questa la tragica fine toccata in sorte al piccolo AJ di soli 5 anni. Ad ammettere il brutale assassinio la madre, JoAnn Cunningham, che il 30 gennaio prossimo dovrà presentarsi davanti ai giudici insieme al marito, accusato di complicità. La pena, qualora arrivasse la condanna, per la donna potrebbe andare dai 20 ai 60 anni di carcere.

Bimbo 5 anni picchiato e ucciso

La mattina del 18 aprile scorso, il padre di AJ chiama la polizia per denunciare la scomparsa del figlio di soli 5 anni.

Dopo aver dato l’allarme, sono partite le ricerche e nei giorni seguenti il quartiere organizzò una veglia per il piccolo. Dopo aver ascoltato anche il secondogenito della coppia, però, sono aumentati i sospetti attorno ai due genitori. Il bambino, di soli 4 anni, ammise che gli era vietato di parlare del fratello che sarebbe “caduto dalle scale”.

A questo punto, non reggendo più alla pressione e sopraffatto dai sensi di colpa, il padre di AJ rivelò alla polizia il luogo in cui si sarebbe trovato il cadavere del figlio.

È la mattina del 24 aprile, quando la polizia recupera il corpo. Abbandonato in una fossa poco profonda alla periferia di Chicago, ciò che restava di AJ sembra fosse completamente avvolto in un telo di plastica. A seguito della scoperta, sono scattate le manette anche per la madre, JoAnn Cunningham, fino a quel momento dichiaratasi innocente, considerata dagli inquirenti l’autrice materiale dell’assassinio del figlio di 5 anni.

L’ammissione della madre “Sono stata io

Nonostante diverse prove schiaccianti, sono dovuti passare molti mesi prima di assistere ad un‘ammissione di colpevolezza.

A rilasciarla è stata la madre di AJ di fronte ai giudici dell’udienza preliminare lo scorso 6 dicembre. La donna ha deciso di dichiararsi colpevole dell’accusa di omicidio di primo grado, a patto che fosse scagionata da tutti gli altri reati di cui era imputata.

Alla base del gesto, un motivo futile. Nel caso di AJ, il bambino era tornato a casa con i vestiti sporchi. Per questo grave demerito, secondo quanto ricostruito il piccolo venne percosso violentemente, costretto a fare una doccia fredda e ad andare a letto nudo e ancora bagnato.

Il coroner ha imputato la causa della morte ad un profondo trauma cranico, riscontrando anche segni di traumi e violenze diffuse sull’esile corpo del piccolo.

Ora si attende la sentenza dei giudici

Per il momento JoAnn Cunningham e il marito restano in carcere, in attesa di presentarsi all’udienza del prossimo 30 gennaio. Per il reato di cui si sarebbe macchiata, la donna rischia dai 20 ai 60 anni di carcere che potrebbero diventare anche 100.