La Prima Tentazione di Cristo

Sulla piattaforma di video streaming Netflix è stato lanciato un film di Natale che sta destando molte polemiche in Brasile. Si chiama “La Prima Tentazione di Cristo” e presenta un Gesù omosessuale in una commedia definita blasfema.

Le polemiche contro il film

Pioggia di polemiche in Brasile. Il bersaglio è la piattaforma Netflix, che conta oltre 150 milioni di abbonati e da anni offre produzioni originali in 190 paesi del mondo. Nello stato sudamericano la polemica si è accesa per un film dei Portas dos Fundos (Porta di Servizio), gruppo satirico il cui canale Youtube conta 16 milioni di iscritti.

Si chiama A Primeira Tentação de Cristo e il contenuto è accusato di blasfemia.
Nel film, infatti, Gesù scopre di essere stato adottato (il padre non è Giuseppe, ma Dio) e non ha intenzione di ricoprire alcun ruolo messianico. Soprattutto, è innamorato di Orlando, conosciuto nei 40 giorni nel deserto e che si rivelerà poi essere decisamente satanico. Il film è quindi una parodia molto spinta della vita di Gesù e non risparmia nessuno. Dio, per esempio, viene chiamato Zio Vittorio ed è innamorato di Maria, una povera disgraziata.

La petizione per rimuovere il film

Nel Brasile di Bolsonaro, il film ha fatto esplodere le polemiche. C’è chi vorrebbe il gruppo satirico accusato di blasfemia e vilipendio alla religione. Nel frattempo, contro questo speciale di Natale è partita una petizione su Change.org che al momento ha raccolto quasi 2 milioni di firme. Tante, ma va ricordato anche che il paese sudamericano conta 200 milioni di persone. Tra le firme, riporta Il Fatto Quotidiano, ci sarebbero però anche alcuni esponenti della attivissima comunità LGBT brasiliana.

Questa non sarebbe per niente lusingata dalla rappresentazione stereotipizzata dei gay nel film.

Il tweet del figlio di Bolsonaro

Contro i Portas dos Fundos si è scagliato anche Eduardo Bolsonaro, figlio del Presidente del Brasile. Questo ha postato qualche tweet contro il film, ma a risaltare è quello in cui dice: “Siamo a favore della libertà di espressione, ma vale la pena attaccare l’86% della popolazione? Serve una riflessione“. Di parere contrario Netflix, che secondo quanto riporta un quotidiano brasiliano ha dichiarato: Valorizziamo la libertà creativa degli artisti con cui lavoriamo, e sappiamo che non tutti apprezzeranno questo contenuto“.

Altri esempi di Gesù poco convenzionali

Quella contro il gruppo di videomaker è una polemica che ha assunto portata mondiale, ma non è il primo prodotto parodistico a tema biblico. L’anno scorso hanno realizzato una versione de Una Notte da Leoni con protagonisti i discepoli. Oltre il Brasile, invece, ci sono numerose altre pellicole che ritraggono Gesù in modo, diciamo, poco biblico: tra questi ovviamente il cartone animato I Griffin, ma anche il film Dogma, che parodizza molti aspetti religiosi; oppure la serie su Amazon Prime Video chiamata The Preacher, che basata su una graphic novel contempla anche un Gesù padre di un ritardato mentale, Humperdoo, frutto di una continua clonazione nel corso dei secoli. Nella serie, Gesù finisce anche per fare a botte con Adolf Hitler. In questo caso, però, nessuna petizione da milioni di firme.

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