Primo piano di Jan Kuciak

C’è una prima condanna per l’omicidio di Jan Kuciak, il giovane reporter slovacco morto a 27 anni, nel 2018, freddato insieme alla sua fidanzata prima della pubblicazione di un’inchiesta sui presunti rapporti tra politici locali e ‘ndrangheta calabrese. 15 anni di carcere per Zoltan Andrusko, l’uomo che, in cambio di soldi, secondo l’accusa avrebbe trasmesso ai sicari il mandato di uccidere il giornalista investigativo.

Omicidio Kuciak: prima condanna

C’è una prima condanna nell’ambito del processo per l’omicidio del giornalista slovacco Jan Kuciak e della fidanzata, Martina Kusnirova. Entrambi furono uccisi nel febbraio 2018, freddati in casa a colpi di pistola.

Il condannato, secondo quanto riportato dai media locali, è Zoltan Andrusko: per il tribunale di Pezinok, città nella regione di Bratislava, è colpevole di aver trasmesso ai killer, in cambio di soldi, l’ordine di uccidere.

Andrusko, 42 anni, ha collaborato con gli inquirenti e il suo contributo gli ha permesso di scampare a una sentenza più dura per quello che, secondo le indagini, è stato il ruolo da intermediario nel delitto.

A fissare il suo nome nel mirino delle indagini era stato il legame con Alena Zsuzsova, arrestata nel 2018 con altre 3 persone.

Sarebbe stata lei, per l’accusa, ad aver chiesto ad Andrusko di trovare dei killer.

La donna lavorava come interprete al servizio dell’imprenditore Marian Kocner, anch’egli finito in carcere così come i presunti esecutori materiali del duplice omicidio. È proprio sulle attività di quest’ultimo, sullo sfondo di un presunto tessuto di corruzione, che Kuciak aveva puntato l’occhio della sua inchiesta, pronta ad esplodere prima di essere ucciso.

La morte del reporter slovacco

Kocner, Zsuzsova e i 2 presunti esecutori materiali compariranno davanti al giudice tra poche settimane, dopo l’udienza preliminare del 19 dicembre scorso.

Jan Kuciak e la sua fidanzata furono uccisi in casa, vicino alla capitale della Slovacchia, proprio quando il reporter 27enne stava per pubblicare la sua inchiesta sui presunti rapporti tra politica locale e mafia.

Era il 21 febbraio 2018, l’alba di uno dei capitoli più sconvolgenti per il giornalismo su scala internazionale. Andrusko, il primo condannato per la morte del giornalista e della compagna, è stato processato separatamente.