un vitello

Babybel o BabyHell? E’ la domanda che si pone Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare. Negli scorsi giorni, l’organizzazione ha reso pubblici in Italia i risultati di un’inchiesta svolta sotto copertura in un enorme allevamento di vitelli in Nebraska di proprietà Tuls Dairy. La Tuls è fornitrice del gruppo Bel, produttore tra i tanti dei celebri snack BabyBel e Leerdammer. Uno spuntino pubblicizzato come “sano e genuino”: ma cosa si nasconde davvero dietro il divertente incarto rosso delle palline al formaggio?

ATTENZIONE: NELL’ARTICOLO È PRESENTE UN VIDEO CON IMMAGINI CHE POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

L’inferno dei vitelli abbandonati al gelo

“Questa inchiesta sul Summit Calf Ranch ha rivelato una scioccante mancanza di assistenza fornite ai vitelli”, dichiara Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia.

Il video diffuso dall’organizzazione documenta la gestione del Summit Calf Ranch, che con i  suoi 11.000 capi di bestiame vince la menzione di più grande allevamento di vitelli del Nebraska.

Nel gelido inverno americano, i vitelli sono sorpresi dagli investigatori di Animal Equality in condizione di agonia, abbandonati al freddo mentre le temperature scendevano a – 20° durante la notte.

“Abbiamo documentato neonati ammalati circondati dai loro compagni già morti in una zona chiamata ospedale dove sono stati lasciati soffrire per giorni”, rivela Matteo Cupi, “e in molti casi alla fine sono morti”. I giovani vitelli di massimo 150 giorni, esposti ripetutamente a temperature estreme soffrono di congelamento degli arti; in casi limite, muoiono addirittura per ipotermia.

Guarda il video:

I maltrattamenti denunciati da Animal Equality

L’elenco degli orrori è ancora tristemente lungo. I maltrattamenti sembrano all’ordine del giorno, al Summit Calf Ranch, tra pugni e bastonate ai vitellini più giovani e castrazioni senza anestesia.

La negligenza e l’incuria regnano sovrane: mucche e vitelli malati di diarrea o polmonite, con evidenti ferite non curate, vengono lasciati in mezzo ad altri cadaveri senza assistenza veterinaria. “Una scioccante carenza di cure significative”, denuncia il Direttore delle Investigazioni Sean Thomas.

Il silenzio del gruppo Bel

A seguito della diffusione di queste raccapriccianti scoperte, Animal Equality ha lanciato una petizione rivolta al gruppo Bel, che annovera tra i suoi fornitori proprio la Tuls Diary al centro dell’inchiesta. Ancora nessuna risposta è però giunta dal colosso dell’industria lattiero-casearia.

Il gruppo Bel è presente in 130 paesi e tra i suoi prodotti spiccano BabyBel, Leerdammer (venduto anche in Italia) e il formaggio Laughing Cow. Ha il sapore dell’ironia amara, il nome di quest’ultimo: letteralmente significa “Mucca che ride”.