donna che dorme nel letto

Una malattia rara quanto subdola. La sindrome da affaticamento cronico, il cui acronimo è CFS, è un disturbo che spesso viene confuso con la depressione, rendendo difficile una diagnosi e una cura adeguate. A soffrirne però sono anche alcuni vip, che con la loro testimonianza possono accendere i riflettori su una sindrome altamente debilitante.

Che cos’è la sindrome da fatica cronica

Per parlare di questa condizione, in campo medico si utilizzano 2 termini. Il primo è Chronic Fatigue Syndrome (CFS), letteralmente tradotto con Sindrome da fatica cronica; il secondo invece è Encefalomielite Mialgica (ME).

Entrambe le diciture indicano lo stesso tipo di disturbo, caratterizzato da alcuni sintomi spesso confusi con altre patologie, altrettanto gravi.
Nel 2017 il Centers for Disease Control and Prevention ha unito entrambi gli acronimi sotto un unica malattia, oggi riconosciuta come CFS/ME. numerose ricerche hanno analizzato e codificato i sintomi, descrivendo una malattia totalmente debilitante. Il principale elemento che caratterizza la CFS è una profonda stanchezza che costringe le persone a letto per giorni.

Non è da confondere con la depressione

La sintomatologia della Sindrome da fatica cronica è varia, ma la base è una gravissima forma di astenia, ossia la mancanza di energie per svolgere attività.

Chi è affetto da CFS infatti, è spesso costretto a giorni di completa inattività, passati senza che questo apparente riposo possa ridare energie. Un sintomo, questo, che potrebbe essere scambiato per depressione, rendendo così difficile la diagnosi di CFS/ME e quindi una sua cura o alleviamento. Oltre all’astenia, chi soffre di sindrome da fatica cronica può anche sperimentare disfunzioni cognitive, anormalità nel ciclo del sonno ma anche dolore fisico.

In Italia è ancora poco conosciuta

Negli Stati Uniti, secondo il CDC ed un report del 2015, quasi 2 milioni di persone soffrono di questo disturbo.

Secondo quanto riferito in un’intervista al Corriere della Sera da Lucia Libondi, vicepresidente dell’organizzazione di volontariato “CFS/ME”, l’Italia (che pure conta oltre 300 mila persone affette) è molto indietro a livello istituzionale rispetto ad altri Paesi come, ad esempio, il Belgio. Qui la malattia è ufficialmente riconosciuta e può essere rapidamente riconosciuta tramite una diagnosi che punta precisa in quella direzione, escludendo patologie simili. La stessa Libondi ha invece sottolineato che anche se riconosciuta, come per esempio in Veneto, molti ospedali non sono ancora attrezzati per curarla.

Anche l’ex campione Casey Stoner ne è affetto

Un primo riflettore importante negli ultimi anni è stato acceso dall’ex campione del mondo di MotoGP Casey Stoner. Il pilota australiano, che ha trionfato nel 2007 con la Ducati e nel 2011 con la Honda per poi ritirarsi, ha recentemente dichiarato in un podcast chiamato Rusty’s Garage di soffrire di CFS/ME. Una condizione che gli impedisce ormai di stare su pista, senza poi dover passare giorni interi a letto.
Prima di lui, in Italia si era cominciato a parlare di questa malattia perché ad esserne affetto era stato l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Morto nel 2010, dichiarò di soffrire di CFS/ME ed era in cura dal dottor Umbero Tirelli del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, uno dei medici italiani che più ha contribuito negli anni a far parlare di questa debilitante e serissima malattia.