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La notizia segue una storia lunga oltre 30 anni, quella della mortale cassettiera Malm prodotta da Ikea. Nel 2017 un bambino di soli 2 anni è morto schiacciato dalla stessa e i genitori hanno fatto causa al colosso svedese. Questi ha accettato di pagare un risarcimento pari a 46 milioni di dollari.

Jozef Dudek, l’ultima vittima di una lunga serie

Era il 2017 quando Jozef Dudek, di 2 anni, morì sotto il peso di una cassettiera Ikea. Il modello era il Malm, tristemente noto sin dal 1987 per essere “la cassettiera assassina.

Sono stati infatti altri 7 i bambini morti a causa del difetto di sicurezza del prodotto Ikea, troppo incline a ribaltarsi anche sotto una leggera pressione, come quella di un bambino.
Così era successo a Jozef, che a soli 2 anni si era appeso e il pesante mobile di 30 kg gli era caduto addosso, soffocandolo. I genitori Joleen e Craig Dudek, residenti a Buena Park in California, avevano fatto causa a Ikea, che ha accettato di pagare un risarcimento milionario.

Risarciti per oltre 40 milioni di euro

Ikea era decisamente a conoscenza delle problematiche relative al modello, anche perché nel 2016 ha ritirato la cassettiera Malm dal mercato.

Una decisione drastica che era seguita ad un altro risarcimento milionario per altre tre piccole vittime. Prima di quel momento, aveva invitato chiunque avesse acquistato una cassettiera Malm ad ancorarla al muro, fornendo anche gli strumenti necessari. I Dudek, che avevano acquistato la cassettiera nel 2008, però hanno denunciato di non essere stati avvisati e che non erano a conoscenza del pericolo.
A seguito della causa, Ikea ha accettato di pagare un risarcimento pari a 46 milioni di dollari, poco più di 42 milioni di euro.

Le dichiarazioni del portavoce Ikea

L’Indipendent riporta che secondo gli avvocati questo è il più grande risarcimento per la morte accidentale di un bambino nella storia degli Stati Uniti. Vengono inoltre riferite le parole di un portavoce di Ikea, che a margine dell’accordo ha dichiarato: “Nessun accordo può cambiare i tragici eventi che ci hanno portato qui, ma per il bene della famiglia e di tutti i coinvolti siamo grati che questa causa sia arrivata ad una risoluzione“.
Inoltre, ha ribadito l’impegno di Ikea, che appunto aveva già provveduto a ritirare il modello dal mercato: “Continuiamo a lavorare su questo importante problema di sicurezza domestica“.

Immagine in evidenza: Ausi TCHEm Lamiw (Wikipedia) / Dimensioni modificate