corridoio ospedaliero

All’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, seguendo una tecnica innovativa mai usata prima, uno staff di chirurghi ha impiantato a un paziente una caviglia realizzata con una stampante 3D.

L’innovazione dell’Istituto ortopedico Rizzoli

L’équipe della clinica ortopedica, coordinata dal direttore Cesare Faldini, ha eseguito l’intervento di sostituzione protesica dell’intera caviglia del paziente, un 57enne. L’uomo aveva subito gravi danni all’arto in seguito a un incidente in moto avvenuto nel 2007 ed era considerato non operabile a causa dell’alterazione anatomica della caviglia presentatasi a seguito dell’infortunio.

L’operazione, avvenuta il 9 ottobre scorso, è avvenuta grazie a una tecnica innovativa resa possibile dallo sviluppo delle nuove tecnologie.

Partendo dalla particolare conformazione assunta dalla caviglia del paziente in seguito all’incidente, i medici hanno realizzato una protesi con una stampante 3D, perfettamente su misura.

La tecnica è stata messa a punto grazie alla collaborazione tra chirurghi ortopedici e ingegneri del Rizzoli e dell’Università Alma Mater di Bologna, ma è stata presentata solo oggi durante una conferenza stampa, a distanza di mesi dall’operazione. Il paziente ha recuperato piena possibilità di camminare.

Un progetto del Rizzoli in piedi da anni

L’idea di realizzare un’operazione di questo tipo esisteva già da diversi anni.

Nel 2016 i progetti del Laboratorio di analisi del movimento e dei ricercatori della Clinica II del Rizzoli, in collaborazione con Sorin Siegler della Drexel University di Philadelphia e Alessandro Fortunato dell’Università di Bologna, vennero presentati ai congressi interazionali di Osaka e di Berlino, premiati in entrambi i casi come Best podium presentation.

Come spiegato dall’ing. Alberto Leardini, responsabile tecnico-scientifico del Laboratorio, in un’intervista rilasciata al Corriere di Bologna poco dopo la presentazione dei progetti, è possibile adattare la protesi all’anatomia e alla funzione specifica del singolo paziente grazie all’associazione di avanzati programmi e strumenti di imaging, Tac, risonanza e stampa 3D“, aggiungendo che una protesi progettata su misura potrà sostituire alla perfezione la parte danneggiata, garantendo tempi di recupero sempre più brevi e aumentando la percentuale di successo dell’operazione.