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Una Rete Oncologica ed un programma di screening dei tumori in Bosnia Herzegovina: è questo il progetto al via grazie alla collaborazione tra Città della Salute di Torino, Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta e istituzioni bosniache. Il piano, finalizzato in particolare al contrasto delle patologie che interessano utero e mammella, si inserisce in un accordo ormai storico di cooperazione fra i due Paesi e prevede che una squadra di medici parta per andare nella zona di Zenica nei prossimi 3 anni. Lo scopo è stato quello, a partire dal periodo successivo alla devastante guerra nei Balcani, di accompagnare la Bosnia in un percorso di miglioramento complessivo degli standard sia in ambito sanitario che nella formazione universitaria.

Il progetto finanziato con 800mila euro

Il 12 gennaio si è riunito il gruppo di riferimento per la gestione e realizzazione del progetto, che vede coinvolte anche le Facoltà di Medicina dei due Paesi, il Ministero della Salute Federale della Bosnia Herzegovina ed il Ministero Cantonale di Zenica, il tutto coordinato dall’Ong RE.TE., che si occupa da anni di sostegno alla popolazione locale. Il gruppo ha fatto il punto della situazione e ha impostato un piano operativo, che si avvierà già a metà febbraio con una prima missione di lavoro con gli omologhi colleghi in Bosnia.

Il progetto, finanziato dall’Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo per un importo di circa 800mila euro, avrà una durata di tre anni.

Il modello piemontese in Bosnia

Durante questo periodo gli esperti piemontesi metteranno a disposizione la loro esperienza nella cura delle patologie tumorali. Secondo il comunicato della Città della Salute di Torino, gli interventi si focalizzeranno principalmente in tre aree. In primo luogo verrà messa in opera la nuova Rete Oncologica, che ricalcherà il modello di quella del Piemonte e della Valle d’Aosta, da estendere eventualmente a tutti gli altri Cantoni della Bosnia Herzegovina.

Successivamente è prevista l’implementazione di un’attività di screening per i tumori della mammella e della cervice uterina nelle strutture ospedaliere sul territorio bosniaco e, infine, una campagna di sensibilizzazione della popolazione sui rischi legati al cancro. Attraverso queste azioni, la speranza è quella di essere in grado, in Bosnia, di diagnosticare e prendere in carico i pazienti affetti dalle più diffuse patologie tumorali, secondo gli standard medici riconosciuti a livello internazionale.