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Erdogan avverte: se la Libia di Serraj cade, per l’Europa nuovi rischi

Le parole del Premier turco hanno tutto l'aspetto di una profezia. Erdogan non esclude il ritorno di gruppi terroristici
Il Presidente turco Erdogan

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha recentemente fatto un annuncio nefasto per quanto riguarda le sorti dell’Europa e della sua stabilità, nel caso in cui il governo legittimo della Libia, detenuto da Al-Saraj dovesse cadere. Erdogan non ha escluso un forte ritorno sulle scene di rami terroristici legai ad Al-Qaeda e Isis.

La profezia di Erdogan

Il Presidente turco ha scritto un lungo editoriale per la versione europea Il Politico, sito d’informazione e approfondimenti, ed è proprio in queste righe che si cela quella che ha tutta l’aria di essere una nefasta profezia.

Erdogan, che ha analizzato la situazione libica e il cruciale ruolo che la Turchia dovrà avere, ha previsto per l’Europa una situazione critica se il governo legittimo dovesse cadere, prevedendo “Una nuova serie di problemi e minacce“.

Il ritorno di gruppi terroristici

Se dovesse deteriorarsi ulteriormente, la situazione libica diventerà terreno fertile per “Organizzazioni terroristiche come Isis e Al-Quaeda, che hanno subito una sconfitta militare in Siria e Iraq, troveranno terreno fertile per rimettersi in piedi“.

Questa eventualità potrebbe verificarsi anche grazie alla presenza di “Alcuni gruppi che condividono ampiamente l’ideologia di queste organizzazioni terroristiche, tra cui Madkhali-Salafis, combattono al fianco di Haftar. Se il conflitto aumenta, la violenza e l’instabilità alimenteranno anche l’immigrazione irregolare verso l’Europa“.

La Turchia a sostegno del governo legittimo

Erdogan ha affermato con convinzione il suo sostegno al governo legittimo. Appellandosi agli accordi di cooperazione su sicurezza e azioni militari, “Il nostro obiettivo – afferma il Presidente – è proteggere il governo libico da complotti e colpi di stato.

Inoltre, daremo il contributo allo stato libico a combattere il terrorismo, il traffico di esseri umani ed altre questioni importanti che potrebbero alterare la sicurezza internazionale”.

Europa al banco di prova

La situazione libica rappresenta, sempre secondo l’analisi di Erdogan, un banco di prova per l’Unione Europea, il suo però è quasi un commento al veleno in quanto scrive che “devono capire (in riferimento agli Stati Europei), che non possono cambiare il mondo solo lamentandosi ed esprimendo preoccupazione. Il diritto internazionale, la democrazia e i diritti umani non possono essere difesi se non ci si assume qualche responsabilità“.

L’Europa dunque deve mostrarsi come attore principale nella scena internazionale e non mera comparsa. Erdogan guarda con positività alla Conferenza di Berlino che definisce: “Un passo avanti molto significativo verso quell’obiettivo“. Quello a cui si trova di fronte l’Unione Europea è “un crocevia” e “coloro che lavorano per la pace devono essere coraggiosi e fare tutto quello che è in loro potere per mettere fine alla violenza. L’Europa può contare sulla Turchia, vecchio amico e leale alleato, per raggiungere questo obiettivo“.

La storia d’altronde, afferma con convinzione Erdogan, mette in guardia sugli atteggiamenti negativi che portano a voltare le spalle a soluzioni diplomatiche; azioni del genere portano soltanto a conseguenze peggiori e situazioni ben più critiche.

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