belen benigni e celentano

Perché Sanremo è Sanremo, nel bene e nel male. Se alla storia passano sicuramente le canzoni e i cantanti, molto del Festival di Sanremo viene filtrato anche dai ricordi dei momenti più scandalosi e provocatori avvenuti sul palco dell’Ariston: dai pancioni finti ai tentati suicidi, dalle spalle al pubblico alle scazzottate dietro le quinte. Un excursus temporale da una provocazione all’altra.

Claudio Villa assente in finale: il giallo del presunto tradimento

Festival di Sanremo 1955 – Uno scandalo, gridavano le pagine dei giornali, ma effettivamente nulla di tutto questo si è mai concretizzato sul palco dell’Ariston.

Era il lontano 1955 e l’attenzione quell’anno ricadde interamente su Claudio Villa che proprio quell’anno, in coppia con Tullio Pane, trovò la vittoria con Buongiorno Tristezza. Uno scandalo di cui non si ha mai avuto davvero conferma: durante la 5° edizione del Festival di Sanremo infatti, giunti all’ultima serata, il super favorito Villa non si presentò sul palco.

Arrivò, a giustificare la sua assenza, una fotografia di Villa a letto per colpa di una brutta bronchite che gli avrebbe impedito di partecipare alla finale.

Dietro questa fotografia però, un retroscena “piccante”: pare infatti che questa fosse stata solamente una scusa, la copertura di un presunto “scandalo”. Ufficiosamente, molti confermarono che Villa non si presentò per evitare la figuraccia pubblica che gli avrebbe promesso ai tempi – sotto forma di minaccia – la moglie, dopo aver scoperto un suo tradimento.

La scazzottata dietro le quinte tra Modugno e Dorelli

Festival di Sanremo 1958 – No, nemmeno al Festival di Sanremo sono mancate le scazzottate dietro le quinte. Un aneddoto che destò non poche chiacchiere nel lontano 1958 e anche questa volta, i due protagonisti riuscirono poi a trionfare arrivando primi sul podio con una canzone, o anche meglio, un pezzo di storia della musica italiana: Nel blu dipinto di blu.

Parliamo di Domenico Modugno e di Johnny Dorelli: i due, dietro le quinte dell’Ariston, pare che si presero letteralmente a pugni. A dare il colpo pare sia stato Modugno di fronte ad un Dorelli che in preda all’ansia, minacciava di non voler salire sul palco. Una scazzottata amichevole e quanto mai fortunata visto l’epilogo di successo!

5mila lettere d’insulti per la “scandalosa” Jula De Palma

Festival di Sanremo 1959 – Una “vittoria mutilata” quella che si aggiudicò Jula De Palma, in gara alla 9°edizione del Festival di Sanremo con Tua. Un brano che venne particolarmente apprezzato dalla giuria quanto dal pubblico – che la premiarono con un ottimo 4° posto – ma che le costò serratissime polemiche. Una valanga di insulti piovve sul capo della De Palma che vide l’interpretazione a Sanremo giudicata esageratamente sensuale, troppo per i gusti soprattutto della Rai.

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Un’interpretazione che avrebbe palesato e fatto trapelare un rapporto fisico uomo-donna e che, per i tempi che corsero, destò un vero e proprio scandalo.

Un vortice che segnò una battuta d’arresto per la cantante sepolta dalla critiche e subissata da lettere cariche di insulti (circa 5mila). Si ricorda addirittura che, all’indomani del Festival, la De Palma venne aggredita fisicamente per strada mentre il suo disco, nonostante il successo, veniva censurato.

Le spalle al pubblico di Celentano

Festival di Sanremo 1961 – L’anno dell’irriverenza di Adriano Celentano. Ancora giovanissimo, appena 23enne, il molleggiato – secondo dietro a Betty Curtis con 24mila baci – si rese protagonista di un evento singolare, quanto mai unico per l’epoca.

Una provocazione entrata nella storia del Festival di Sanremo quella di Celentano che, esibendosi sul palco, voltò le spalle al pubblico sanremese, gesto quanto mai inconsueto e inaudito.

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Il mascara di Bobby Solo

Festival di Sanremo 1964 – Di “scandalo” si parlò ai tempi, nel lontano 1964 – l’anno di Non ho l’età di Gigliola Cinquetti e Patricia Carli – quando un irriverente e avanguardista Bobby Solo si presentò di fronte alla kermesse sanremese con del mascara sulle ciglia. Una vera e propria novità sul palco del Festival che destò molto stupore e per il quale Solo venne a lungo chiacchierato.

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La morte di Luigi Tenco

Festival di Sanremo 1967 Una tragedia quella che segnò, tristemente, l’edizione del Festival di Sanremo del 1967. Un’annata segnata dal suicidio di Luigi Tengo, trovato morto nella sua stanza d’albergo proprio a Sanremo. Pochi giorni prima della morte, le dichiarazioni rilasciate alla stampa dove si era detto positivo circa la sua partecipazione al Festival in coppia con Dalida, speranzoso di guadagnare il primo posto, conquistato poi da Claudio Villa e Iva Zanicchi con Non pensare a me. Un caso di cronaca nera dibattuto per anni e che solamente nel 2006, dopo decenni di indagini, vide confermata l’ipotesi del suicidio.

Il mancamento di Carla Maria Puccini

Festival di Sanremo 1966 – Il 1966 è l’anno di Domenico Modugno – vincitore in coppia con Gigliola Cinquetti con Dio, come ti amo – e dell’impassibilità di Mike Bongiorno. Impossibile dimenticare il momento in cui la sua spalla femminile, Carla Maria Puccini, improvvisamente sul palco dell’Ariston svenne. Un mancamento che Mike Bongiorno sospettò subito potersi trattare di finzione, un tentativo maldestro e disatteso messo in atto dalla Puccini per attirare in qualche modo le luci dei riflettori sanremesi su di sé. Fiutato il presunto inganno, Mike Bongiorno non si scompose minimamente e di fronte agli uomini che portavano via in braccio la Puccini, si comportò come se nulla fosse all’insegna di the show must go on.

La prima volta del “sesso” al Festival di Sanremo

Festival di Sanremo 1978 – Un anno storico per la competizione sanremese, l’annata dei Matia Bazar, di Anna Oxa ma soprattutto, in termini “scandalosi”, di Rino Gaetano. Ancora oggi la sua Gianna è un successo che si trasmette da sé di generazione in generazione. Come dimenticare il frac attillato, la tuba nera – regalatagli da Zero – e quelle scarpe da ginnastica rosse con cui Rino Gaetano si presentò sul palco dell’Ariston pronunciando per la prima volta in assoluto, al Festival di Sanremo, la parola “sesso, contenuta nel testo del brano.

La distruzione di un tabù per i tempi che, ovviamente, venne a lungo discussa dalla critica.

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Il bacio tra Roberto Benigni e Olimpia Carlisi

Festival di Sanremo 1980I 45 secondi più lunghi del Festival di Sanremo e si potrebbe anche fare a meno di proseguire con l’amarcord che la maggior parte del pubblico ricorderà alla perfezione. Era il 1980 e sul palco dell’Ariston si agitava un giovane Roberto Benigno all’epoca fidanzato con bellissima Olimpia Carlisi, co-conduttrice dell’edizione vinta da Toto Cutugno con Solo noi.

Impossibile dimenticare la lunga dichiarazione d’amore e poi infine, il bacio, il più cronometrato nella storia del Festival.

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Sul palco dell’Ariston… in mutande

Festival di Sanremo 1981 Non solo un modo di dire ma anche un aneddoto. Si stava svolgendo a Sanremo la serata finale del Festival del 1981 – vinta da Alice con Per Elisa – e sul palco dell’Ariston arrivava direttamente da Londra, in qualità di ospiti internazionali, il gruppo ska Bad Manners. Proprio durante l’esecuzione della loro Lorraine, il frontman del gruppo inglese Buster Blodvessel, salito sul palco con una tuta bianca, rimase volontariamente in mutande, una delle tante sue numerose provocazioni.

Non contento, sulla scia di Celentano, concluse la performance con delle “scandalose” spalle al pubblico.

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Il finto pancione di Loredana Bertè

Festival di Sanremo 1986 – Come dimenticare poi il provocatorio pancione finto portato all’Ariston da Loredana Bertè. Correva l’anno 1986 e la Bertè in gara con Re – edizione vinta da Eros Ramazzotti con Adesso Tu – faceva chiacchierare la stampa italiana e non solo con quella sua esibizione con una finta rotondità avvolta nell’attillata pelle nera.

Un vero e proprio atto di ribellione che suscitò enormi polemiche che costarono peraltro alla Bertè la revoca del contratto discografico con la sua etichetta discografica di allora, la CBS.

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La spallina di Patsy Kensit

Festival di Sanremo 1987 – Dal pancione della Bertè nel 1986 alla celebre “spallina” del 1987, anno che ha visto trionfare Si può dare di più. Protagonista di uno dei momenti “hot” dell’Ariston fu, nel corso della 37esima edizione del Festival di Sanremo, la front woman degli Eighth Wonder, ospiti di nicchia, Patsy Kensit.

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Agli annali come un inconveniente, tutti ricorderanno il momento in cui cantando Will You Remember, alla bella cantante scivolò giù una spallina, lasciandola nuda con un seno scoperto per svariati secondi.

Un momento che forse avrebbe voluto non vivere per l’imbarazzo ma che a distanza di anni è ancora storia.

L’incursione: “Questo Festival è truccato

Festival di Sanremo 1992Cavallo Pazzo per tutti ma all’anagrafe, Mario Appiani. Era il 1992 e Appiani era già un personaggio televisivo noto al pubblico per le sue azioni disturbanti, gesti improvvisi che spesso e volentieri hanno messo in difficoltò la diretta. Delle incursioni durante le quali soleva “rivelare” qualcosa di oscuro che la gente doveva sapere ma che, puntualmente, non riusciva a terminare di dire bloccato dalla sicurezza.

Sul palco in quell’anno – la cui vittoria andò in mano a Luca Barbarossa con Portami a Ballare – c’era lo storico Pippo Baudo già avvertito dal mattino dallo stesso Appiani che, nel corso della diretta, sarebbe salito sul palco. Nonostante l’allarme lanciato da Baudo, Cavallo Pazzo riuscì comunque a fare la sua incursione lanciandosi al centro del palco dell’Ariston al grido di “Questo Festival è truccato e lo vince Fausto Leali“. Non solo Leali non vinse ma, a postumi, venne a galla che l’incursione potesse trattarsi in realtà di uno sketch ben architettato da Appiani con la complicità dello stesso Baudo.

Il tentato suicidio dalla galleria dell’Ariston

Festival di Sanremo 1995 – Un’edizione, la 45esima – vinta da Giorgia con Come saprei – messa duramente a rischio dalla minaccia pubblica di un suicidio. Era infatti il 1995 quando all’interno del teatro Ariston si ha avuto il timore potesse consumarsi una tragedia sotto gli occhi del pubblico. Protagonista della folle minaccia fu Giuseppe Pagano, ricordato anche come “Pino”, che seduto sul bordo della galleria del prestigioso teatro manifestò l’intenzione di gettarsi nel vuoto.

Una minaccia interrotta dal brusco intervento del conduttore, Pippo Baudo, che tra gli applausi si arrampicò a fermare l’uomo servendosi del potere della parola per calmarlo. Dovettero passare anni prima che Pagano confessasse di aver inscenato tutto solamente per attirare un po’ di attenzione.

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Il perizoma di Anna Oxa

Festival di Sanremo 1999 – È Anna Oxa l’indiscutibile protagonista della 49esima edizione del Festival e lo fa con la voce e non solo. Il suo brano Senza pietà, aggiudicatosi il premio sanremese, è il più apprezzato dal pubblico che oltre alle orecchie vede impegnati anche gli occhi.

Un look che permane indimenticabile nel tempo quello scelto dalla Oxa che per agli spettatori del Festival riservò un perizoma in bella vista capace di attirare, magnetico, l’attenzione di chiunque e suscitando, va da sé, anche numerose polemiche. Un’esibizione “scandalosa” ma quanto mai memorabile.

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Orchestra in rivolta, il lancio degli spartiti in segno di protesta

Festival di Sanremo 2010 – Per una volta, durante la 60esima edizione del Festival di Sanremo, la vera protagonista ricordiamo non essere stata tanto la canzone quanto più, l’orchestra. Un’orchestra inferocita tanto da accartocciare gli spartiti lanciandoli contro il palco. Una vera e propria protesta in medias res quella degli strumentisti che nel 2010, di fronte all’annuncio dell’esclusione dalla competizione di Malika Ayane in gara con Ricomincio da qui, aveva reagito con forte dissenso.

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Una rivolta al grido di “vergogna, vergogna!” che mise in sera difficoltà Antonella Clerici. Uno dei podi più discussi, col senno di poi, quello sanremese del 2010 che vide trionfare l’ex talent Valerio Scanu con l’ipnotica Per tutte le volte che…, seguito dagli ancor più contestati Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, secondi con Italia amore mio.

La farfallina di Belén Rodriguez

Festival di Sanremo 2012 – A vincere fu Non è l’inferno ed effettivamente, il 62esimo Festival di Sanremo per molti è passato alla storia proprio come il paradiso.

Emma vinse con la sua estensione ma fu Belén Rodriguez la vera vincitrice del Festival con il suo spacco vertiginoso che deliziò la kermesse. Un abito capace di lasciare davvero poco spazio all’immaginazione su quella “farfallina” tatuata all’altezza dell’inguine, entrata ormai negli annali della storia del Festival.

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Il seno di Noemi si inchina all’Ariston

Festival di Sanremo 2018 – E sempre di “spacchi vertiginosi”, o meglio, di “scollature da capogiro” si torna a parlare anche nel 2018, durante la 68esima edizione del Festival di Sanremo che vide il volo al primo posto di Ermal Meta e Fabrizio Moro con l’impegnata Non mi avete fatto niente.

Impossibile non menzionare tra i momenti più “hot” della competizione sanremese l’abito particolarmente audace indossato sul palco dell’Ariston da Noemi. Un lungo vestito nero decisamente scollato, tale da impedire al suo seno di conquistare la scena durante il suo inchino al pubblico.

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Ornella Vanoni e Patty Pravo: il bacio che rompe gli schemi

Festival di Sanremo 2019 – Chiudiamo questo piccolo tour tra i momenti più piccanti e memorabili della storia del Festival di Sanremo con la rottura degli schemi e il superamento del “codice” dell’Ariston con il bacio tra Ornella Vanoni e Patty Pravo nel corso della 69esima edizione del Festival vinta dal giovane Mahmood e la sua Soldi.

Incurante di un tacito galateo che vieta a cantanti e ospiti di potersi salutare scambiandosi baci ed eventuali contatti – onde evitare possibili condizionamenti sul pubblico in tema di preferenze – Ornella Vanoni non si fa remore a salutare l’amica Patty Pravo con tanto di bacio e abbraccio. Un’amicizia incoronata poi anche dietro le quinte da un bacio che le due icone della musica italiana si sono scambiate a stampo sulle labbra.

Come dire, anche di fronte ad un rigido regolamento, ad Ornella Vanoni e Patty Pravo tutto è concesso.