medico e barella

La famiglia di un 63enne, morto all’ospedale Parini di Aosta, chiede che venga fatta luce sulla vicenda. Lo rivela La Stampa, che riporta le parole del figlio. Secondo quest’ultimo, l’uomo, da anni sotto dialisi, nel settembre scorso sarebbe stato morso da un ragno violino durante un ricovero in Nefrologia e sarebbe morto dopo pochi mesi, stroncato da una serie di infezioni.

La vicenda descritta dalla famiglia

Il caso del 63enne è finito sulle cronache nazionali dopo la sua morte, avvenuta lo scorso 14 gennaio all’ospedale Parini di Aosta. A detta dei familiari, che ne hanno parlato a La Stampa, sarebbe deceduto dopo una serie di infezioni che avrebbero fatto precipitare un quadro clinico già compromesso dalla grave insufficienza renale di cui soffriva.

Proprio sull’evoluzione delle complicazioni la famiglia avrebbe deciso di presentare una denuncia, per arrivare alla piena luce sulla vicenda. L’esordio del caso risale al settembre scorso, quando, secondo il racconto del figlio, sarebbe stato morso da un ragno violino mentre si trovava nel reparto di Nefrologia.

Le infezioni e la morte

Dopo le cure, sarebbe stato dimesso ma un mese più tardi, in costanza di un altro ricovero per dialisi nello stesso nosocomio, si sarebbe manifestata una nuova infezione da stafilococco e, pochi giorni dopo, una terza, l’ultima prima della morte: stafilococco da epidermide.

Il figlio del 63enne, stando a quanto riportato da La Stampa, avrebbe comunicato la decisione di avviare una causa civile contro la struttura valdostana: “Siamo consapevoli del fatto che fosse un paziente a rischio, era dializzato da dieci anni, ma contrarre così tante infezioni in ospedale, fino alla morte, fa riflettere“.

L’avvocato Gino Arnone ha parlato della situazione nei seguenti termini: “Ci è stato indicato che sia lo stafilococco sia le infezioni del sangue possono essere connesse all’imperfetta sterilizzazione delle cannule che servono per infondere le terapie al paziente.

Un problema che potenzialmente riguarda chiunque si sottoponga ad una flebo. Non è ancora chiaro, invece, se la prima infezione derivante dal morso del ragno violino abbia avuto un ruolo, almeno concausale, sulla morte“.

E lo stesso quotidiano riporta anche le dichiarazioni di Pier Eugenio Nebiolo, direttore sanitario del Parini, che ha espresso dispiacere per l’accaduto e piena disponibilità a fornire tutti i chiarimenti del caso.