Selene Barbuscia

Era il 6 luglio dello scorso anno quando il cadavere di Selene Barbuscia è stato ritrovato in un appartamento di uno stabile abbandonato in via Peruzzi, a Olbia, nelle immediate vicinanze della ferrovia. A distanza di 6 mesi la madre della donna è riuscita a ottenere la riapertura delle indagini.

La misteriosa morte di Selene Barbuscia

Non ci sta Daniela Tassi, madre di Selene Barbuscia. I carabinieri quella sera hanno trovato sua figlia senza vita, fredda su un letto con le braccia dietro la schiena. Per l’autopsia la morte è stata causata da un’overdose da eroina ma per Daniela la verità va ancora trovata.

Per la madre della 31enne originaria di Jesi (Ancona) infatti Selene sarebbe stata ammazzata perché era diventata una collaboratrice, una persona che aiutava le forze dell’ordine a combattere lo spaccio sul proprio territorio. Non le torna neanche la modalità con la quale è morta, cioè una massiccia iniezione di eroina perché fin dal primo momento ha ripetuto che Selene “aveva il terrore degli aghi”.

Selene aveva in passato avuto problemi di dipendenze, culminati con un arresto per possesso e spaccio nel 2013.

Le era stato anche tolto il figlio, avuto anni prima con il suo ex marito, un uomo di origini tunisine. Una vita tormentata alla quale aveva deciso di porre un freno, soprattutto nell’ottica di poter riprendere con sé suo figlio.

Una relazione tormentata e pericolosa

Ma proprio nel periodo antecedente la sua morte, Selene aveva iniziato una nuova relazione. Turbolenta anche questa volta, dato che spesso era stata vista litigare con l’uomo. Pochi giorni prima del 6 luglio infatti la donna si era presentata per due volte in pronto soccorso, una volta con ferite da arma da taglio sulle braccia, un’altra volta con il volto tumefatto.

In entrambi i casi i medici non sono stati in grado di reperire informazioni su quanto accaduto.

Ed è proprio contro l’ultimo compagno di Selene che sono partite le accuse della madre che, in cerca di verità, si è presentata presso l’abitazione dell’uomo. Ne è uscita malconcia, costretta ad operarsi al ginocchio dopo che le è stato chiuso in mezzo a un cancello, oltre che minacciata. “Ammazzo anche te” le avrebbe urlato l’uomo.

Il mistero degli audio di Selene

Ad aggiungere ombre in una vicenda già abbastanza oscura ci pensano poi i presunti messaggi vocali inviati da Selene prima di morire. “Bastonate, bastonate, bastonate, sono in quattro” avrebbe detto in un audio mandato a un’amica, mentre Daniela Tassi racconta che la figlia le avrebbe detto “Mamma aiutami, mi vedrai morta. Sono in quattro e io sono sola”, e che per questo lei è certa sia stata picchiata e trascinata nel luogo dove è stata ritrovata. Al caso è dedicata una puntata di Chi l’ha visto?, che andrà in onda il 22 gennaio e che, anche con l’ausilio di audio e immagini, ripercorrerà le fasi di una vicenda che ha ancora tanto da dire.