Spettacolo

Il testo di “8 marzo”, canzone di Tecla Insolia a Sanremo 2020

Giovanissima, classe 2004, Tecla Insolia è tra le Nuove Proposte di Sanremo 2020: il testo della sua "8 marzo", in gara al Festival
Tecla Insolia in primo piano

A sorprendere si sa, a Sanremo non sono solamente i Big ma spesso e volentieri anche le Nuove Proposte. Sul palco dell’Ariston quest’anno, tra quelle che per la prima volta si esibiranno al Festival di Sanremo 2020 c’è anche la giovane Tecla Insolia, una vera millennials a guardare il suo anno di nascita sulla carta d’identità. Il testo della sua 8 marzo, canzone in gara in questa edizione.

Tecla Insolia, tra le Nuove Proposte con 8 marzo

Classe 2004, Tecla Marianna Insolia in realtà è un volto già ben noto al pubblico del piccolo schermo che l’ha vista trionfare a Sanremo Young nel 2019. Originaria di Varese ma adottata sin dalla tenera età dalla città di Piombino dove vive insieme alla famiglia e alla sua piccola coniglietta Bambi.

La sua grande passione per il canto l’aveva già spinta a calcare il palcoscenico, nel 2016, di Pequenos Gigantes e molti potrebbero anche riconoscerla per aver ricoperto una piccola parte nella fiction Rai di successo, L’Allieva 2. Il testo della sua canzone in gara, 8 marzo.

Il testo di 8 Marzo:

In fin dei conti la vita è come un viaggio
comincia con un pianto dopo l’atterraggio
facciamo giri immensi ed ogni coincidenza che perdiamo
è un nuovo punto di partenza
in fin dei conti noi siamo di passaggio
come le rondini, come l’8 marzo
e non basta ricordare di una festa con un fiore
se qualcuno lo calpesta
e nelle vene gli anticorpi alla paura
i silenzi che ci fanno da armatura
è resilienza, io so la differenza
tra uno schiaffo e una carezza.

Siamo petali di vita che hanno fatto
un giorno la rivoluzione
respiriamo su un pianeta senza aria
perché il buio non ha un nome
hai capito che comunque dal dolore
si può trarre una lezione
ci vuole forza e coraggio
lo sto imparando vivendo
ogni giorno questa vita.

La verità
siamo candele nella notte
a illuminare mentre la gente chiude porte
nei maglioni lunghi e a nascondersi nel niente
dagli sguardi di chi resta indifferente.

Abbiamo dato e troppo poco ci è concesso
certe lacrime non chiedono permesso
e nello specchio, negando l’evidenza
chiamarlo amore quando è solo dipendenza.

Siamo petali di vita
che faranno un giorno la rivoluzione
respiriamo su un pianeta senza aria
perché il buio non ha un nome
hai capito che comunque
dal dolore si può trarre una lezione
ci vuole forza e coraggio
lo sto imparando vivendo
ogni giorno questa vita.

Se ci crolla il mondo addosso
come sempre ci rialziamo
nonostante a volte uomo non vuol dire essere umano
per tutto il sangue che è stato versato.

Siamo petali di vita e la violenza non ha giustificazione
respiriamo su un pianeta senza aria perché il buio non ha un nome
hai capito che comunque dal dolore
si può trarre una lezione
ci vuole forza e coraggio
lo sto imparando vivendo
ogni giorno questa vita.

In fin dei conti noi siamo di passaggio
come le rondini, come l’8 marzo
e non basta ricordare di una festa con un fiore
se qualcuno ci calpesta.

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