Cronaca

Un sottomarino colpisce il relitto del Titanic, il governo nasconde la notizia

L'anno scorso un sottomarino di una compagnia britannica ha colpito il relitto del Titanic, ma la notizia non è stata resa pubblica dal governo americano
Il Titanic

A distanza di mesi vede la luce una notizia incredibile, tenuta nascosta finora: il relitto del Titanic è stato colpito da un sottomarino lo scorso anno, ma l’incidente è stato tenuto segreto da parte del governo degli Stati Uniti.

Il Titanic colpito ancora una volta

Secondo il Telegraph, che è riuscito a visionare i documenti depositati presso la corte distrettuale Eastern Virginia, un veicolo sommergibile per due persone ha colpito il relitto della nave sei mesi fa, mentre stava conducendo ricerche e filmando un documentario.

I funzionari non hanno quindi mai rivelato che il veicolo subacqueo da 35 milioni di dollari, noleggiato dalla compagnia britannica EYOS Expeditions, aveva colpito la nave durante una serie di immersioni tra il 29 luglio e il 4 agosto 2019.

Secondo un rapporto della compagnia, il sottomarino è stato brevemente sopraffatto da “correnti intense e altamente imprevedibili“. “Il contatto accidentale è stato occasionalmente stabilito con il fondo del mare e in un’occasione con il relitto“.

Il capo della spedizione, Rob McCallum, ha confermato che c’è stato davvero un contatto con il Titanic a causa delle forti correnti oceaniche, ma ha insistito sul fatto che qualsiasi danno causato sarebbe solo di lieve entità.

Abbiamo cercato di tenerci alla larga dal Titanic ma abbiamo dovuto avvicinarci per depositare due campioni“, ha detto al Telegraph. “Dopo il contatto accidentale mentre eravamo nei pressi della breccia di tribordo, abbiamo notato una macchia di ruggine rossa sul lato del sottomarino.

A causa delle correnti il sottomarino era in quel momento privo di peso e non ha riportato “segni fisici anomali di danno secondo EYOS. Non è chiaro però quale danno abbia subito il Titanic.

La rabbia di RMS Titanic

RMS Titanic Inc., compagnia con sede ad Atlanta che possiede il diritto esclusivo di rimuovere i manufatti dal relitto, non ha preso bene la notizia, chiedendo al tribunale di poter immediatamente visionare le riprese video dell’incidente.

Il fatto che EYOS e NOAA (Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica), responsabile della protezione del sito, “non sono stati in grado di informare RMST e la Corte per quasi cinque mesi solleva serie problematiche“, ha affermato la società.

EYOS ha notificato per la prima volta l’incidente il 7 gennaio. Il portavoce NOAA Brady Phillips ha respinto le accuse di insabbiamento, sottolineando che durante la spedizione era presente un osservatore RMST che “sapeva dell’incidente e non è riuscito a denunciarlo“.

A questa dichiarazione ha risposto RMST, dichiarando in tribunale che quando ha saputo dell’incidente (due settimane fa) ha chiesto all’osservatore perché non ne avesse parlato. L’uomo ha detto che credeva di non poterlo fare a causa dei termini di un accordo di riservatezza. Non è stato ancora chiarito con chi sia stato definito l’accordo di riservatezza.

NOAA prende molto sul serio il suo ruolo nel proteggere il relitto del Titanic e il suo sito.

NOAA ha appreso per la prima volta del contatto accidentale di EYOS con il fondale marino, e in un’occasione con il relitto, in seguito al rapporto EYOS.

– ha aggiunto il portavoce – Dopo che NOAA ha completato la revisione del rapporto, ha ricordato al consulente legale EYOS l’obbligo di fornire una copia del rapporto alla Corte e RMST, cosa che EYOS ha fatto il 7 gennaio 2020.”

Un duro scontro in tribunale

Questa battaglia non è però l’unico contenzioso aperto tra RMST e NOAA. La compagnia di Atlanta ha chiesto il permesso alla corte di “tagliare una parte dello scafo per estrarre manufatti dalla nave”, operazione alla quale l’agenzia NOAA si oppone fermamente.

Durante le spedizioni è permesso raccogliere solo oggetti da un campo di detriti vicino al naufragio, non dall’interno, ma RMST vuole rimuovere un trasmettitore telegrafico senza fili dalla cosiddetta “Stazione Marconi”, una stanza insonorizzata adibita alle comunicazioni telegrafiche che è rimasta intatta per 108 anni.

Il decadimento naturale del relitto indica che il soffitto potrebbe crollare entro un anno, seppellendo per sempre la radio, hanno affermato da RMST. Un’udienza sul caso è prevista per il 20 febbraio.

Potrebbe interessarti