elena sofia ricci, primo piano su uno sfondo blu

Elena Sofia Ricci si racconta per la prima volta a Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin. Per l’attrice il 2020 rappresenta un anno di grande importanza: proprio in questi giorni, infatti, celebra i suoi 40 anni di carriera. Ai microfoni della Toffanin si racconta tra vita privata e carriera sul set e racconta nel dettaglio un drammatico episodio che l’ha vista coinvolta da piccola.

Tutti possono essere papà

Il carisma e il talento di Elena Sofia Ricci fanno il suo ingresso a Verissimo nello studio di Silvia Toffanin. L’attrice, amatissima dal pubblico, festeggia in questi giorni i suoi 40 anni di carriera, vissuta tra set e palcoscenico.

Ma a livello familiare l’attrice ha raccontato anche di essere cresciuta con un padre che non era quello naturale: “Il mio padre biologico lo conoscevo, ma a 30 anni l’ho rincontrato. Tutti possono essere papà. Io penso sempre che più persone ci sono e più amore c’è. Quando ci sono persone che si vogliono bene in una famiglia, c’è armonia. Se le persone che si lasciano poi si vogliono bene, è un amore che aumenta. Il fatto che ci siano più persone che si vogliono bene per me è un arricchimento.

Io per fortuna ho recuperato tutte le persone e con la fede ho imparato a perdonare. Ho detto ai miei genitori tutto quello che volevo dire e questo mi ha permesso di lasciarli andare serena“.

L’abuso a 12 anni

L’attrice racconta poi un drammatico episodio che l’ha vista coinvolta da bambina. A 12 anni, infatti, Elena Sofia Ricci è stata abusata da un uomo, una persona di famiglia: “Un signore grande, vicino alla mia famiglia. Purtroppo è una cosa che succede molto più frequentemente di quanto si immagini.

Questa cosa succede troppo spesso, specialmente è duro quando succede ai bambini ed è difficile quando non hai abbastanza stima di te e non hai forza per andare da mamma e papà per denunciare questo. Queste persone sanno bene chi colpire, vedono chi sono i bambini fragili che non andrebbero mai a raccontarlo ai genitori. A 12 anni è brutto, e non l’ho confessato a nessuno, ne ho poi parlato con il mio fidanzatino a 20 anni, con i miei compagni, con le amiche e poi con mio padre.

Credo che sia importante parlare di questo perché la violenza alle donne e ai bambini è qualcosa di cui parlarne con grande attenzione“.

Lo sfogo di Elena Sofia Ricci

L’attrice giudica questa terribile vicenda come una ferita ancora, inevitabilmente, aperta: “Questo trauma non l’ho mai superato pienamente. Poi grazie all’analisi ho scoperto tante cose. Questa dell’abuso penso di non averla mai superata pienamente, è un nodo che non sono mai riuscita a sciogliere e devo dire grazie a mio marito Stefano per amarmi molto e starmi vicina. Sono una persona molto complessa e quindi non è detto che ci si riesca.

Almeno una cicatrice mi rimane sempre perché quello è un modo di uccidere la femminilità di una bambina“. Duro poi lo sfogo contro le istituzioni, che non punirebbero a dovere i molestatori a livello giuridico: “L’abuso su minori è una sorta di omicidio del femminile o del maschile. Quindi andrebbe riconsiderato dalla legge e chiederei che le pene fossero certe e che non ci fossero sconti. Il rito abbreviato su questo genere di reato è inaccettabile“.