Bara ad un funerale

A causa di alcuni disservizi, a di Pavia sarebbero costretti a far cremare i propri cari in altri impianti vicini. Tuttavia, il trasporto delle salme peserebbe sulle loro tasche. Sale quindi la protesta per una “tassa” ritenuta ingiusta, dato che il problema è dettato all’amministrazione stessa.

A Pavia i forni sono bloccati

A riportare la storia è La Provincia Pavese, che ha dato voce ai vari protagonisti di questa da un lato bizzarra e dall’altro fastidiosa vicenda. Pare infatti che a Pavia non sia cresciuto solo il costo della vita, ma anche quello della morte.

Chi vuole cremare il proprio defunto, infatti, deve pagare le spese di trasporto della salma agli impianti di Serravalle Scrivia e Valenza.Il tutto, riporta il quotidiano locale, è dovuto al fatto che i forni per la cremazione di Pavia non funzionano.
Due forni sono bloccati da ricorsi del Tar, riferisce il quotidiano, un terzo invece non è stato ancora installato. Da questo cortocircuito nasce la necessità di portare le salme altrove, ma ad un costo.

La tassa per la cremazione

Quello che sta indignando la popolazione pavese e chiunque si ritrovi costretto a sfruttare questo servizio, non sta andando giù questa specie di “tassa sulla cremazione”.

Per trasportare le salme negli altri impianti, il Comune chiederebbe 100 euro. A questi si aggiungerebbero altri 50 euro, a carico di tutti gli utenti, per procedimenti amministrativi e autorizzazioni varie.
Per i cittadini, riporta il quotidiano, è una tariffa ingiusta perché “chi abita a Pavia non può scegliere e deve per forza di cose andare altrove“. Questo provvedimento avrebbe riguardato oltre 600 famiglie pavesi dal luglio 2009.

La replica del comune di Pavia

Di fronte alle proteste dei cittadini e al problema sollevato anche dagli operatori del servizio, il Comune ha reagito ammettendo il problema coi forni di cremazione.

È un disservizio che abbiamo ereditato e sappiamo di doverlo affrontare“, le parole dell’assessore comunale Barbara Longo riportate da La Provincia Pavese. Che poi aggiunge: “Verificheremo se ci sarà la possibilità di togliere la tariffa di 100 euro, o ridurla, almeno per il periodo in cui le salme dovranno essere trasferite altrove per la cremazione“.

La sensazione è che neanche una riduzione metterà a tacere il malcontento di chi deve avere a che fare col problema.