Alfonso Signorini in primo piano si racconta a Verissimo

Torna l’appuntamento con Verissimo e Silvia Toffanin per il sabato pomeriggio di Canale 5. Ad aprire le danze è Alfonso Signorini, conduttore della quarta edizione del Grande Fratello Vip e direttore di Chi.

Un’intervista delicatissima, che ha toccato temi profondi della vita di Signorni, dal rapporto con i genitori a quello con la Chiesa, ma soprattutto con Silvia Toffanin, la quale ha dedicato al direttore un video tributo sulla sua vita e il suo rapporto prestandosi in prima persona.

Il rapporto con Silvia Toffanin

Tra i due i rapporti sono strettissimi, per lui la Toffanin, come Maria De Filippi è una conduttrice esemplare, dalla quale ha imparato tanto e con la quale si scambia consigli proprio per la conduzione del GF: “Per me tu rappresenti una persona ferma e con i piedi ben saldi a terra” ha detto il conduttore.

I due hanno rivissuto i momenti della carriera che hanno condiviso; la stessa Toffanin ha ricordato il giorno in cui Signorini è diventato direttore di Chi: “Eri qui a Verissimo per un’intervista”.

Alfonso Signorini parla dei genitori

L’intervista è proseguita su una sfera più intima della vita di Alfonso Signorini, il rapporto con i genitori.

Parlando dell’esperienza del Grande Fratello si è parlato di emozioni e della possibilità di emozionarsi ancora. Guardando il rapporto Eleonora Giorgi e suo figlio, Paolo Ciavarro, concorrente, lui si è detto ben felice di aver contribuito all’abbraccio che ha finalmente sciolto il loro rapporto.

Signorini ha poi ricordato il suo di rapporto con i genitori, che ha amato moltissimo. Sul rapporto col padre, Signorini rimpiange di non aver potuto dirgli: “Ti voglio bene” prima che ci lasciasse.

Mentre con sua mamma ha cercato di recuperare

Il biglietto che porta sempre con sé

Quando ero un bambino mio papà organizzava la festa dell’azienda di natale per i figli dei dipendenti. (…) Mia mamma mi metteva la giacca e il cravattino, per la prima volta ho messo il cravattino, ”. Signorini spiega che ogni regalo era tarato sul tipo di impiego dei dipendenti, gli operai, gli impiegati e i figli dei dirigenti, ovviamente questi ultimi avevano il regalo più bello.

“Mio papà faceva l’impiegato, quindi il nostro era un proiettore di plastica a manovella, (è da li che ho imparato ad amare il cinema), ma il mio amichetto, con il papà dirigente, aveva la macchinetta elettrica, quando lui ha aperto il regalo ci son rimasto male” racconta, poi a Natale, sotto l’albero signorini racconta di aver trovato la macchina e un boglietto che porta sempre con lui scritto dal papà: “Al mio Ali che non è secondo a nessuno.

(..)Non ho mai avuto quel coraggio di dirgli che gli volevo bene”.

L’ultimo saluto alla mamma

Con mia mamma ho recuperato, la cosa più bella è quando l’ho lavata l’ultima volta, mi son trovato con i ruoli invertiti.

(…) Quando ha capito che potevo stare in piedi da solo se n’è andata, la mamma va via e sa che puoi farcela”.

Signorini ha ricordato gli anni con sua madre dopo la scomparsa del padre e l’ultimo saluto: “Ero in una riunione, ero andato a trovarla poco prima, intorno a mezzogiorno. Come sono arrivato in ufficio mi son sentito di dover tornare da lei e lì. Alle 3 e mezza se n’è andata, ma io sono riuscito a salutarla”.

Il rapporto con la Chiesa

Alfonso Signorini non ha mai nascosto di essere un credente molto vicino alla Chiesa, e proprio sul suo rapporto con quest’ultima ha raccontato: “La Chiesa accoglie, Dio è amore, ti abbraccia.

(…) L’amore non fa distinguo di niente. (…) La chiesa a sua volta ti da la possibilità di sentirti a casa,anche se con delle inutili formalità, ad esempio, quando vado a confessarmi io devo esordire con la mia omosessualità. Ogni volta vivila tua affettività come un peccato”.

Signorini ha spiegato la risposta che ha avuto il suo padre spirituale: “Noi lo dobbiamo fare tu non devi pentirti di nulla, questo è il protocollo e noi dobbiamo accettarlo, io da cattolico praticante lo accetto, ma la Chiesa non è solo quello è tanto altro”.

L’incontro con il Papa

Sull’incontro con Bergoglio: “Appena mi ha visto mi ha abbracciato fortissimo. È un po’ un nonno, quando lo incontri ti sembra di vedere tuo nonno”.