volante carabinieri

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce hanno arrestato per violenza sessuale su minori un 70enne di Taviano, nel corso di un’indagine avviata in seguito alla denuncia di un genitore.

L’arresto dopo due anni di abusi

Le accuse nei confronti dell’uomo sono di violenza sessuale continuata e ripetuta ai danni di minorenni e realizzazione e possesso di materiale pedopornografico. Proprio nell’ottobre scorso gli erano stati sequestrati computer e apparecchi multimediali, in un’inchiesta incentrata sul mondo della pedopornografia.

L’indagine, coordinata dal PM Stefania Mininni, avrebbe portato alla luce numerosi abusi perpetrati ai danni di vittime giovanissime, anche al di sotto dei 14 anni di età.

Secondo gli inquirenti, gli abusi sarebbero iniziati nel gennaio 2018 e continuati fino allo scorso aprile, in un casolare nel quale aveva accesso il settantenne.

L’uomo pare fosse solito ricompensare le vittime con dei piccoli regali. Al momento, in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Lecce Giulia Proto, l’uomo si trova nella casa circondariale di Borgo San Nicola di Lecce.

Un’indagine partita dalla scoperta di un genitore

L’indagine è partita dalla denuncia del genitore di un ragazzino vittima degli abusi.

Secondo quanto riporta il sito LeccePrima, il padre di uno dei ragazzini, oltre a una confessione diretta del figlio, ha anche visto l’uomo compiere atti sessuali espliciti, cogliendolo sul fatto. Il settantenne si sarebbe però giustificato definendo il tutto una dimostrazione su come approcciarsi alle ragazze.

I controlli e le ricerche iniziate dopo la denuncia hanno fatto anche sorgere il dubbio che in realtà gli episodi di violenze e abusi siano molti di più di quelli accertati finora. Al punto che potrebbero risalire addirittura al 1977.

Un “cold case” vecchio di oltre 40 anni

L’incredibile risvolto di questa vicenda infatti è l’intreccio creatosi con un altro caso di cronaca, ovvero la scomparsa del piccolo Mauro Romano. Era il 21 giugno 1977 quando il bambino sparì da Racale (Lecce). Il piccolo Mauro non è mai stato ritrovato, ma per diverso tempo i suoi genitori ricevettero telefonate da parte di un uomo che chiedeva denaro in cambio di informazioni sul bambino. Quell’uomo era proprio il 70enne ora in carcere.Quarant’anni fa venne indagato e condannato per tentata estorsione, ma scagionato dall’accusa di rapimento del bambino.

Risale a dicembre dello scorso anno l’ultimo tentativo di ritrovare il piccolo Mauro. Vigili del fuoco, speleologi e hanno cercato in un pozzo a Taviano, con l’ausilio di microtelecamere illuminate, i resti del bambino di sei anni scomparso nel 1977 in circostante rimaste misteriose.

Un dolore che sembra non avere fine

Questa pista era nata proprio in seguito alle indagini avviate dal PM Mininni. I genitori di Mauro Romano ancora sperano di ritrovare loro figlio. Come ha raccontato la madre, Bianca Colaianni, a Storie Italiane, la famiglia decise di trasferirsi in Svizzera in seguito alla vicenda, distrutti dal dolore e dall’omertà che aleggiava intorno al caso.

Addirittura, nel 2015, i coniugi hanno subito un furto in casa. Il ladro (o i ladri) ha portato via un’intera cassaforte contenente documentazione relativa alla scomparsa di Mauro e un quaderno dove la signora Bianca aveva scritto una lettera dedicata al figlio scomparso, all’interno della quale la donna aveva scritto i nomi di chi, a suo avviso, era responsabile dell’accaduto.

I responsabili non sono mai stati individuati ma, con le recenti svolte e con le nuove informazioni che probabilmente arriveranno, magari almeno una di queste orribili vicende potrebbe finalmente concludersi.