Steven Babbi sorridente e in primo piano

Non ce l’ha fatta Steven Babbi, il 24enne di Cesenatico ha perso la guerra contro il tumore che lo affliggeva da 13 anni. Steven di battaglie ne aveva combattute altre, una contro l’Inps che, a seguito del superamento dei 180 giorni di assenza per malattia previsti, gli aveva sospeso l’indennità di malattia, portando l’azienda a prendere una decisione generosa.

Addio Steven Babbi

Steven aveva 24 anni e da 13 combatteva contro una grave forma tumorale, il sarcoma di Ewing (un tumore maligno ed aggressivo che colpisce principalmente i più giovani, trovando terreno fertile nelle ossa, soprattutto di bacino, braccia e gambe).

Il triste annuncio è arrivato dalla Siropack, l’azienda che lo aveva “adottato” economicamente dopo che l’Inps aveva sospeso l’indennità di malattia.

Il post pubblicato dall’azienda

Con infinito dolore comunichiamo che Steven ci ha lasciati” inizia così il luttuoso annuncio pubblicato sulla pagina Facebook della Siropack. “Se n’è andato così come ha sempre vissuto, affrontando ogni momento con positività, forza e immensa determinazione. Steven ha amato la Vita fino all’ultimo istante, e noi non abbiamo potuto fare a meno di amare Lui, sin dal primo giorno in cui ha messo piede nella nostra azienda”.

Steven, per gli amici “Stich” è stato ricordato con estrema dolcezza e grande affetto: “In questi anni abbiamo condiviso momenti felici e difficili, cadute e risalite, e al termine di questo viaggio l’eredità che Steven ci lascia è un qualcosa di ben più grande del mestiere che noi abbiamo insegnato a Lui”. Soprattutto, a mancare saranno “Il Suo sorriso contagioso, la Sua innata forza nel gettare il cuore oltre l’ostacolo, la Sua capacità di empatizzare ed aiutare gli altri, il non lamentarsi mai anche negli ultimi momenti di vita hanno acceso una fiamma in ciascuno di noi che non si spegnerà nemmeno davanti a questa tremenda perdita”.

Stich, ora sei libero dalle catene e potrai venire a trovarci tutte le volte che vuoi, prodigandoTi con il Tuo carrello in magazzino e scherzando con i colleghi. Le porte dei nostri cuori saranno sempre aperte per Te. Ti vogliamo bene. Gli amici e colleghi di Siropack”.

Continuerà la lotta per i diritti dei malati

Il messaggio di cordoglio pubblicato dall’azienda si è poi concluso rinnovando l’obiettivo che da anni viene inseguito, escludere il limite di 180 giorni di malattia consecutiva retribuita imposto dall’Inps, per i malati oncologici.

Lotteremo anzi con ancor maggiore determinazione per tenere viva la Sua testimonianza e dare voce alla richiesta di escludere dal limite di 180 giorni di malattia retribuita annuale tutti i malati oncologici, per restituire a ciascun lavoratore quella dignità che Steven ha dimostrato fino alla fine, e per far sì che il nostro Paese destini più fondi alla ricerca, affinché i nostri malati possano avere una maggiore speranza di vita”.

Lasciato a piedi dall’Inps

La storia di Steven Babbi era emersa proprio per questo motivo, nonostante fosse gravemente malato, l’Inps ha smesso di riconoscergli la malattia retribuita dopo i 180 previsti per legge.

A quel punto il gesto inatteso dei suoi titolari, Barbara Burioli e Rocco De Lucia che, senza pensarci due volte, hanno deciso di continuare a versare lo stipendio al ragazzo.

Un gesto che ha portato entrambi a ricevere il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana proprio per “La straordinaria prova di umana generosità e sensibilità a sostegno di un loro dipendente gravemente malato e privo di copertura previdenziale”. La coppia ha lottato in tutti questi anni e continuerà a farlo per difendere i diritti delle persone affette dalle stesse condizioni di Steven.

Credits immagine in alto: Facebook/Siropack