mano e piede di neonato

Una coppia di Princeton, cittadina del West Virginia, ha lasciato morire di fame il proprio figlio di soli 20 mesi, Jeremiah. Ora chiedono un nuovo processo.

I genitori non credevano che potesse morire

Corey Moore, 29 anni, e la moglie Christy, 27, sono stati arrestati per abbandono di minore e omicidio dopo il ritrovamento del cadavere del figlio. Il bambino di appena 20 mesi è morto di stenti, lasciato morire di fame dalle persone che più di tutti avrebbero dovuto occuparsi di lui. La morte del bambino è avvenuta nel novembre del 2018 e al ritrovamento il bambino pesava appena 5 chili.

Durante il primo processo i genitori si sarebbero giustificati dichiarando che la morte del bambino non sarebbe stata intenzionale, in alcun modo credevano che Jeremiah potesse effettivamente morire di stenti. Durante l’autopsia il medico legale ha ritrovato dei frammenti della copertina: il bambino ha cercato di sfamarsi mangiando la prima cosa che aveva tra le mani. L’accusa è riuscita nel suo intento e il giudice si è pronunciato con l’ergastolo per entrambi i genitori.

La richiesta di un nuovo processo

Sembra che i genitori non abbiano intenzione di arrendersi e tramite i loro avvocati hanno richiesto di riprendere in esame la loro posizione.

L’avvocato di Christy Moore, Joseph Harvey, ha intenzione di usare la carta della non intenzionalità per alleggerire la pena dei due genitori. 

L’avvocato dell’accusa, George Sitler, non si è lasciato attendere e ha subito risposto alla sua controparte dicendo che “un bambino piccolo è completamente in balia dei genitori”. Sitler sosterrebbe che, il solo fatto di avere la custodia completa del proprio figlio implichi necessariamente la responsabilità genitoriale nella morte del piccolo Jeremiah, togliendo qualsiasi possibilità di attenuanti a Corey e Christy Moore.

 

In attesa che il giudice Mark Wills prenda in considerazione il riesame, la coppia continuerà a scontare la propria pena nel carcere regionale merdionale.