Cronaca

Omicidio Valerio Verbano: chiesta archiviazione dell’indagine

Il giallo della morte di Valerio Verbano è ancora insoluto: chiesta archiviazione
Valerio Verbano

L’omicidio del 19enne Valerio Verbano potrebbe restare senza un colpevole. La Procura di Roma avrebbe chiesto l’archiviazione dell’indagine sulla morte del militante di sinistra ucciso 40 anni fa, nel pieno degli anni di piombo, freddato con un colpo di pistola nella sua casa di Montesacro.

Omicidio Verbano: chiesta archiviazione

Il caso di Valerio Verbano è uno dei più grandi e oscuri enigmi degli anni di piombo, giallo insoluto a 40 anni da quella giornata di sangue nel cuore di Montesacro, quartiere della Capitale.

L’omicidio del 19enne, militante di sinistra e attivista di Autonomia Operaia, rischia di restare senza un colpevole: la Procura di Roma, secondo quanto riportato da Ansa e Adnkronos, avrebbe chiesto l’archiviazione dell’indagine contro ignoti.

Un’inchiesta, riaperta nel 2011 senza tuttavia sfociare in esiti concreti, inghiottita nel buio di un vicolo cieco da cui non sono mai emerse le identità degli assassini.

Secondo i pm, il movente dell’efferato delitto sarebbe di natura esclusivamente politica e gli esecutori graviterebbero nell’orbita di una matrice terroristica.

Flavio Rossi Albertini, difensore di parte civile che rappresenta gli eredi dopo il decesso della madre della vittima, Carla Verbano, ha presentato opposizione (oggetto di discussione davanti al gip il 17 aprile prossimo).

Queste le sue parole, riportate da Adnkronos: “Abbiamo ritenuto doveroso proporre opposizione alla richiesta di archiviazione e forniremo al giudice delle indagini preliminari l’indicazione di accertamenti suppletivi potenzialmente idonee al raggiungimento del risultato auspicato“.

La morte di Valerio Verbano nel cuore di Roma

È il 22 febbraio 1980, e dentro un appartamento al quarto piano di via Montebianco, quartiere Montesacro di Roma, si consuma la prima pagina di uno dei capitoli di sangue più misteriosi della cronaca italiana.

Un commando di 3 uomini, volto coperto e armi alla mano, fa irruzione in quella casa, dove abitano Sardo e Carla Verbano. Con loro vive l’unico figlio, Valerio, attivista di sinistra non ancora tornato a casa dalla scuola.

La banda immobilizza i genitori e attende il rientro del 19enne, che al momento del contatto con gli intrusi reagisce. La colluttazione, poi un colpo di pistola alla schiena e l’inizio di un giallo tuttora irrisolto.

Il pm, secondo quanto riportato da Adnkronos, avrebbe spiegato che sarebbero emersi “forti sospetti su due o tre soggetti, indicati quali possibili autori”, ma la distruzione dei reperti (oggetti e tracce biologiche dalla scena del crimine) avrebbe poi decretato una pesante battuta d’arresto nell’inchiesta.

Quest’ultima era stata chiusa nel 1989 per mancanza di indizi. La riapertura era scattata nel 2011, ma tutto sarebbe rimasto sostanzialmente immutato: un 19enne assassinato, un mosaico denso di interrogativi e ombre, nessun nome nelle mani della giustizia.

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