ragazza che si difende con le mani

Il Tribunale di Firenze si è espresso in merito a Pietro Costa, ex carabiniere che insieme al collega Marco Camuffo, già condannato, nel 2017 è stato accusato di violenza sessuale a danno di due studentesse americane. Nel maggio 2018 entrambi i militari erano stati destituiti in via definitiva.

Ex carabiniere condannato

Dura sentenza per Pietro Costa, l’ex militare è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e salati risarcimenti alla vittima – si tratta di 30mila euro – e al Comune di Firenze e Arma dei Carabinieri – in questo caso la cifra è di 10mila euro – entrambi costituitesi parti civile.

In attesa della decisione della Cassazione

Pietro Costa resta però ancora in attesa della sentenza della Corte di Cassazione, prevista per il prossimo 8 aprile. Il legale dell’ex militare ha infatti presentato una ricusazione nei confronti del presidente del Collegio del Tribunale di Firenze, il giudice Marco Bouchard. Il giudice in passato è stato al vertice della Rete Dafne Italia, una onlus che ha collaborato direttamente con il Comune di Firenze.

La motivazione della ricusazione sta proprio qui, nel collegamento tra il giudice e il Comune costituitosi parte civile. Se la ricusazione sarà accettata l’esito del processo sarà ribaltato.

Lo stupro delle studentesse

Il fatto risale alla notte tra il 5 e il 6 settembre 2017, quando i due militari Costa e Camuffo, intervennero insieme ad alcuni colleghi in una discoteca nei pressi di piazzale Michelangelo. Lì, l’incontro con le due studentesse americane che accettarono di essere riportate a casa, in zona borgo Santi Apostoli, dai due.

Una volta giunti presso l’abitazione delle due ragazze, i militari, scesi dall’auto, entrarono nel palazzo, uno è salito in ascensore insieme ad una delle due, mentre l’altro ha preso le scale.

Rimasti soli con entrambe, Costa e Camuffo hanno commesso violenza. La vicenda è stata ricostruita a seguito di una lunga indagine; Camuffo è stato condannato nel 2018 con rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi di reclusione.

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