leggende metropolitane

Una leggenda metropolitana è una storia insolita e inverosimile, trasmessa di norma oralmente, che a un certo punto della sua diffusione ottiene larga eco nei media, con ciò ricevendo una qualche patente di credibilità. La falsità del suo paradossale contenuto emerge anche con un superficiale fact-checking… Allora per quale motivo le leggende metropolitane continuano a spopolare su internet? E quali sono le più note nei quattro angoli del globo?

L’origine delle leggende metropolitane

Storie macabre e inquietanti, inattendibili eppure raccontate come vere: questi sono i punti in comune a ogni leggenda metropolitana che si rispetti.

Alla loro origine vi è spesso il bisogno di esprimere una paura ancestrale (la morte) o moderna. Come spiega l’esperta Sofia Lincos a Wired, “studiando la diffusione di una leggenda è possibile capire quali sono le paure e gli stereotipi più diffusi”. Spesso il fine delle leggende è mettere in guardia da pericoli e, dietro ai loro elementi dark e angoscianti, trasmettere un insegnamento morale. La loro origine talvolta si perde nei secoli passati, quando storie tramandate di bocca in bocca si arricchivano di nuovi e inverosimili elementi; in altri casi, nuove leggende hanno trovato terreno fertile in Internet e nella fantasia degli utenti.

Siberia: grida infernali dal sottosuolo

Iniziamo il viaggio alla scoperta delle leggende metropolitane più diffuse nella fredda Siberia. Voci narrano che un gruppo di scienziati facendo una perforazione nel terreno trovò una cavità sotterranea in cui la temperatura raggiungeva i 2000 gradi Fahrenheit. L’inferno. Un tale dottor Azzacov riportò una testimonianza sconcertante: il team calò lungo il condotto un microfono, e sentì “gli urli di milioni di esseri umani”. Su Youtube si possono addirittura sentire le sedicenti registrazioni delle urla infernali.

La realtà è ben diversa. All’origine vi è una vera spedizione scientifica, condotta nel 1984, in cui si scavò fino a 12 chilometri di profondità riscontrando un aumento delle temperature fino a 180 gradi. Attenzione, però: niente urla strazianti. Quelle furono il prodigioso esito di un corto circuito di notizie, in cui varie testate di tutto il mondo riportarono la bufala infernale, fino ad arrivare al celebre tabloid Weekly World News.

Giappone: la leggenda di Kuchisake-onna

Voliamo ora in Giappone, per studiare la leggenda di Kuchisake-onna, spirito maligno di donna dal volto mutilato.

Si dice che centinaia di anni fa in Giappone vivesse una donna bellissima, moglie di un Samurai altrettanto geloso. Il Samurai aveva costantemente paura di essere tradito dalla moglie. Così, in una notte di rabbia egli le si avventò sopra e le squarciò la bocca da un orecchio all’altro. Secondo la leggenda, ancora oggi lo spirito della donna vaga per le strade del Giappone con una maschera chiedendo agli uomini che incontra se la ritengono bella. Una volta ottenuta una risposta, la donna mostra il suo volto sfigurato e uccide il malcapitato.

La leggenda si diffuse in patria negli anni ’70 suscitando il terrore soprattutto fra i più piccoli, a tal punto che per un periodo ai bambini fu impedito di tornare a casa da scuola non accompagnati.

Stati Uniti: il videogioco Polybius

Per alcuni non è mai esistito, per altri era un sofisticato progetto della CIA per il controllo comportamentale: di certo però quella del videogioco Polybius è una delle leggende più affascinanti degli States. Negli anni ’80 questo videogioco arcade prodotto da Sinneslöschen, una presunta azienda della Repubblica Ceca, venne installato in alcune sale gioco di Portland, in Oregon.

Un videogioco – per quei tempi – all’avanguardia, grafica vettoriale innovativa, effetti psichedelici… Al punto tale da provocare negli utenti disturbi psichici di vario tipo quali amnesia, epilessia, incubi notturni e perdita di interesse verso altri videogiochi. Un mese dopo la sua distribuzione tutte le macchinette sparirono senza lasciare alcuna traccia. Per i fanatici delle teorie del complotto, insospettiti dagli effetti di Polybius sui giocatori, il videogioco altro non era che un misterioso progetto della CIA per il controllo comportamentale.

Polonia: i rapimenti sulla Volga Nera

Rientriamo nel Vecchio Continente, e più precisamente in Polonia, per un grande classico delle leggende metropolitane: la Volga nera.

Questa era una macchina molto in uso a Varsavia nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. La leggenda narra della scomparsa di moltissime persone su questa limousine tra il 1960 e il 1970. A sparire nella Volga nera sarebbero state soprattutto ragazze giovani e belle, rapite per diventare giocattoli sessuali dei Soviet, o anche bambini il cui sangue sano sarebbe servito per curare gli occidentali o gli arabi ricchi malati di leucemia. Qui la leggenda si fa quasi verosimile, la precisione sul luogo geografico aumenta la sensazione che i fatti siano potuti realmente accadere.

Ma come faceva notare Lincos, è facile identificare la paura, l’avvertimento all’origine della leggenda metropolitana: “Ragazza, non ti fidare degli sconosciuti che ti offrono un passaggio”.