Mario Cerciello Rega

Mario Cerciello Rega è stato ucciso il 26 luglio con 11 coltellate nel quartiere Prati, a Roma. A parlare ora è Rosa Maria Esilio, la vedova del vice brigadiere Cerciello Rega con una lettera che arriva a un giorno dai 7 mesi dalla morte del marito.

7 mesi dopo la morte di Cerciello

Domani sarà “il settimo mese del barbaro assassinio di mio marito Mario, credente, valoroso Carabiniere, che aveva dedicato la propria vita cristiana al servizio del prossimo e in particolare degli ultimi, assassinio che non può e non deve restare impunito“, scrive in una lettera la vedova del carabiniere.

La nostra storia di giovani sposi, stroncata da mani criminali, ha commosso il mondo, ha scosso le coscienze e turbato la serenità delle tante persone umili, semplici, che sperano nella provvidenza come sperava l’amatissimo Mario, persone che debbono competere ogni giorno con una minoranza che tende ad avvelenare la società con efferati delitti“, riporta AdnKronos.

In poche altre parole sottolinea tutta la sofferenza della sua situazione: “Con la morte di Mario è finita anche la mia famiglia, perché nella tomba sono finiti anche i nostri figli mai nati e tutti i nostri sogni, di modo che l’esistenza si è ridotta a vivere di ricordi e immaginare come sarebbe stato straordinario vivere insieme.

A tutti coloro che hanno dimostrato tanta sincera e commovente solidarietà in questa tristissima vicenda, va il mio più vivo ringraziamento, mentre per la Giustizia, non per vendetta, mi rimetto alla competenza di magistratura, investigatori ed avvocati ma anche a voi giornalisti, perché anche dalle vostre parole dipende il rispetto della memoria dell’eroico sacrificio di Mario Cerciello Rega, fiamma ardente della nostra storia, caduto per noi tutti per la difesa del diritto“.