Anna Fallarino

Il 30 agosto 1970 il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino uccise la moglie Anna Fallarino e il suo giovane amante, Massimo Minorenti, per poi togliersi la vita. Dietro a questo delitto, guidato dal movente della gelosia, venne scoperta una serie di particolari che fecero molto scalpore. Patrizia De Blanck, che nel 1971 sposò il console Giuseppe “Peppino” Drommi, primo marito di Anna Fallarino, è tornata a parlare della vicenda: “Anna e Camillo erano bizzarri, come lo siamo tanti, nel nostro mondo – ha rivelato in un’intervista al Corriere della Serama mai avrei immaginato un rapporto tanto morboso”.

Tra amore e voyeurismo

Siamo nella Roma degli anni ‘60, tra festini, vip e personaggi dell’aristocrazia. Camillo Casati, appartenente a una delle più famose famiglie nobili milanesi, aveva pagato nel corso degli anni numerosi giovani per intrattenere rapporti con la moglie, riservandosi la possibilità di assistere agli incontri. Questa passione voyeuristica sarebbe poi sfociata nella tragedia, una volta scoperto il legame affettivo che si era instaurato tra Anna Fallarino e uno degli amanti, Massimo Minorenti. Secondo Patrizia De Blanck, il primo marito si era fatto un’idea piuttosto precisa in merito al carattere della donna: “Peppino mi spiegò tutto, disse che Anna era una parvenue, che era stato lui a introdurla in società e a insegnarle persino come si mettono le posate a tavola”.

Anna era stata traviata, ma ci mise del suo

Anna Fallarino si era risposata con Camillo Casati nel 1959, in un rapporto decisamente particolare che aveva finito per coinvolgere molti altri uomini: “Anna era stata traviata, ma ci mise del suo – spiega ancora Patrizia De Blanck – Lo dico senza giudicare, con grande pietà.

Però si prestò. Perché le piaceva, non c’è altra spiegazione”. L’ultimo atto di questo gioco pericoloso si tenne in un lussuoso appartamento di Roma, dove il marchese uccise moglie e amante con un fucile da caccia, prima di spararsi a sua volta. Paradossalmente, sottolinea la De Blanck, in un caso tanto torbido è stato proprio un sentimento positivo a porre fine all’intera vicenda: “Quando Anna si è innamorata del giovanotto la faccenda ha preso un’altra piega. Se si fosse limitata a farci sesso, magari sarebbe ancora viva”.