Borrelli e Brusaferro in conferenza stampa

Il bollettino serale sul coronavirus ha aggiornato il numero dei contagi in Italia, arrivati a 1049. Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, ha inoltre sottolineato che è di 50 il numero delle persone guarite, mentre sono 29 le vittime. Novità anche per quanto riguarda le riaperture delle scuole, che rimangono chiuse fino all’8 marzo nelle 3 regioni più colpite, salvo indicazioni contrarie dell’ISS. Il governo intanto vara il decreto con le misure economiche urgenti.

Borrelli: i numeri del contagio in Italia

Per quanto riguarda la giornata di sabato, Borrelli comincia dando notizia dei 4 guariti in Liguria.

In tutto il Paese, continua il capo della Protezione Civile, ci sono “Attualmente 1049 contagiati, 29 decessi e in totale 50 guarigioni“. Dei contagiati, “il 52% dei casi è in isolamento domiciliare. Si tratta di persone che non hanno sintomi o ne hanno talmente lievi da non richiedere alcun tipo di ricovero“.

Sono invece 401 le persone ricoverate con sintomi (il 38% del totale), mentre 105 persone (il 10%) sono in Terapia Intensiva. Si registrano poi 8 decessi complessivi nella giornata: “Si tratta di persone anziane, 6 in Lombardia e 2 in Emilia Romagna“.

Sul numero dei tamponi “siamo arrivati a oltre 18.500 effettuati“.

La situazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

Il numero della distribuzione dei contagiati nelle 3 Regioni più colpite dal coronavirus è di “552 in totale in Lombardia, pari al 52% del totale; 189 in Veneto, pari al 18% del totale; 113 in Emilia Romagna, pari al 20% del totale“.

Gli sforzi della Protezione Civile

Borrelli poi dichiara che la macchina della Protezione Civile vede coinvolti “al di là del personale sanitario che sta gestendo con un grande impegno, anche oltre 1800 uomini tra forze armate, forze dell’ordine e volontari.

Ci sono oltre 220 mezzi impiegati in aggiunta ai mezzi disponibili nell’ordinario“.

La ricerca delle mascherine

Si prosegue inoltre nella ricerca delle mascherine sia da parte della Protezione Civile che delle Regioni. “Oggi abbiamo una disposizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ci dà anche delle modalità di utilizzo delle mascherine, in particolar modo quelle chirurgiche, che ci fa essere confidenti per rifornire ospedali, personale e persone affette“.

Le raccomandazioni

Borrelli invita a non intasare i numeri d’emergenza, ma a rivolgersi al medico di base in caso ce ne fosse bisogno e, qualora richiesto, di contattare i numeri attivi per l’epidemia.

Nei prossimi giorni, inoltre, a partire da lunedì, scadranno le ordinanze firmate dal ministro della Salute e dai presidenti delle Regioni: “Si è fatto un grande lavoro, si sta ancora lavorando per confezionare il provvedimento con il quale si andrà a dare disposizioni in ordine alle attività“, anche quelle scolastiche.

L’accordo con Google

Il capo della Protezione Civile, spiegando l’azione di governo, sottolinea come il Ministero della Salute abbia fatto un accordo con Google e YouTubeper consentire di mettere in evidenza l’informazione certificata e attendibile, rispetto a quelle informazioni che si trovano in rete“.

Brusaferro: bisogna attendere per vedere i risultati

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, interviene nella conferenza sull’andamento dell’epidemia. In merito alla chiusura delle scuole, il professore chiarisce che le indicazioni vengono date dal Comitato tecnico-scientifico su richiesta delle autorità: “Su questo argomento abbiamo detto che l’effetto delle misure adottate la scorsa settimana ci attendiamo non possa avvenire entro 8-10 giorni“.

Questo perché il tempo di incubazione del virus è di 14 giorni, quindi i casi che vediamo oggi hanno “molto verosimilmente contratto l’infezione prima che adottassimo queste misure, quindi bisogna capire l’andamento della situazione prima di fare delle scelte“.

Scuole riaperte tranne nelle 3 Regioni focolaio

Si lavora inoltre per far tornare sui banchi gli studenti, anche se tutto potrebbe cambiare qualora dovessero riscontrarsi rischi. Nel Nord Italia, la Regione Piemonte ha comunicato che “gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di tutto il Piemonte torneranno tra i banchi mercoledì 4 marzo. Lunedì e martedì operazione di igienizzazione straordinaria, accesso solo al personale scolastico“.

In Liguria scuole aperte da lunedì, tranne per la provincia di Savona, mentre le Regioni focolaio, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dovrebbero riaprire gli istituti dall’8 marzo.

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