campo concentramento centrale

Una storia che sarebbe dovuta rimanere nascosta, ma che qualcuno è riuscito a riportare alla luce.

L’ investigatore Pedro Filipuzzi scopre per caso una lista contenente i nomi di nazisti tedeschi scappati in Argentina e di conti correnti con soldi sottratti agli ebrei. Un giro di denaro per riportare grossi capitali in Europa utili al regime di Hitler.

Le tracce non cancellate

Un gruppo di nazisti fuggiaschi, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, scappano dal regime hitleriano con ingenti somme di denaro sottratte a milioni di ebrei. Tali soldi sarebbero dovuti servire per rifarsi una vita in Argentina.

 

Tutti erano a conoscenza della lista dei nomi e dei relativi conti correnti, governo argentino compreso. Ed è proprio il governo filo tedesco che si occupò, tramite un’ apposita Commissione, della distruzione di tutti i documenti

La faccenda sarebbe dovuta rimanere nascosta e così si pensò per lungo tempo, ma evidentemente qualcuno decise di fare una copia dei documenti e conservarli nei sotterranei di una banca. La banca in questione è la Schweizerische Kreditanstal, quella che oggi è conosciuta come Credit Suisse.

 

Il denaro rientrato in Europa

Dopo la scoperta di tali documenti, l’investigatore Filippuzzi contattò il Centro Simon Wiesenthal – con il compito di scovare i nazisti fuggiti – che si adoperò subito per recuperare il denaro sottratto. Il Centro riuscì a scoprire che almeno parte di tali averi erano rientrati in Europa proprio tramite la Credit Suisse.

Anche se bisogna precisare che “Non tutti i 12mila indicati nel documento erano persone che usarono la triangolazione per portare via il denaro rubato dai nazisti. Ma all’interno della lista c’è sicuramente chi la utilizzò“, questo quanto dichiarato da Ariel Gelblung, direttore del Wiesenthal dell’America Latina.

Il denaro era tornato in Germania

Un giro di denaro comodo al regime hitleriano che poteva così di far rientrare in Europa il capitale rubato direttamente dall’Argentina, trasformandolo in foglio verde, senza lasciare traccia.

In particolare il denaro in questione, difficile da stimare, sarebbe stato usato come capitale iniziale della Credit Suisse. Repubblica riporta che il centro Simon Wiesenthal, in Germania, si è rivolto alla Credit Suisse per cercare di riavere le somme prese all’epoca.