Filippo Magnini a Verissimo

Il Tar di Losanna lo ha da poco assolto da una gravissima accusa di doping che pesava sulla schiena come un macigno e che l’ha visto costretto ad allontanarsi momentaneamente dal nuoto agonistico. Oggi a Verissimo è ospite Filippo Magnini, felicissimo di questa assoluzione e di una tanto sudata riconquistata libertà.

L’incubo di Filippo Magnini

L’incubo per Filippo Magnini è iniziato a giugno 2017, quando è venuto a scoprire che il suo nome era stato associato ad una infamante accusa di doping. A questa accusa ha fatto seguito una sentenza che vietava al campione di nuoto di praticare la professione, allontanandosi dal mondo dello sport e delle manifestazioni ad esso legate.

Ma la notizia più bella è arrivata la scorsa settimana, quando il Tar di Losanna ha scagionato il campione da ogni accusa. Ospite di Verissimo, nello studio di Silvia Toffanin, Filippo Magnini ripercorre con la mente gli ultimi anni bui vissuti all’ombra di un’accusa di doping troppo pesante da sopportare.

È stato un percorso di grande dolore

Filippo Magnini dichiara: “La verità è venuta fuori e finalmente sono libero.

Tutto è iniziato il primo giugno 2017, è iniziato l’incubo perché non avrei mai pensato di veder associato il mio nome al doping. Ho avuto un brusco risveglio perché era mattino e dovevo andare ad allenarmi. L’ho scoperto da alcuni messaggi di miei amici giornalisti che mi hanno fatto leggere che era uscito questo. Ho subito chiamato la mamma ed è iniziato il mio incubo perché tante altre persone devono combattere delle battaglie, però quando combatti con quella che ai tuoi occhi la vedi come un’ingiustizia, è di un dolore pazzesco.

Vorresti parlare con tutti, ma tutti leggevano i giornali ed avevano una loro verità. È stato un percorso di grande dolore e per me questa vittoria mi ha liberato, è come se fossi stato in galera per 3 anni. Non potevo andare in palestra, in piscina. Oggi che ne sono uscito la lacrima mi scende perché è una ferita e ci va un po’ di tempo“.

I problemi di salute del nipotino

Oltre alle accuse di doping, Filippo Magnini in questi ultimi anni ha dovuto far fronte anche ad un altro importantissimo problema, legato alle condizioni di salute del nipotino.

Il campione racconta quel difficile periodo: “Ho visto mettere in dubbio la mia volontà, la mia persona, i miei amici, mio nipote. Mio nipotino ha un problema oncologico, l’ho scoperto io quando ho visto un rigonfiamento particolare sulla gamba e lo abbiamo fatto controllare. Sono stato anche in Francia per avere le cure migliori e questi spostamenti sono stati visti in maniera particolare. Sono convinto che il 99% degli atleti non ce l’avrebbe fatta a difendersi, non solo economicamente né fisicamente. Il Tas ha garantito il rimborso spese, poi più avanti vedremo se qualcun altro mi garantirà eventuali risarcimenti.

Per il danno emotivo ci vorrà ancora qualche anno perché per 3 anni mi sono sentito come una persona sbagliata“.

La felicità dei genitori dopo l’assoluzione

Una delle principali figure che hanno accompagnato Filippo Magnini in questo percorso alla ricerca della verità è stata quella della madre. Il campione racconta la reazione che la figura materna ha avuto quando è venuta a conoscenza dell’assoluzione: “Mia mamma l’ho chiamata. Gli ultimi mesi ogni volta che chiamavo mia mamma mi chiedeva sempre se fosse arrivata la sentenza. Quando l’ho chiamata le ho detto che è arrivata la sentenza e le dissi ‘Abbiamo vinto’.

Allora è esplosa in un urlo che non ho fatto io. Io quando ho scoperto della vittoria non ho fatto un urlo ma un sospiro. Il dispiacere più grosso è stato quello perché io sono sempre abituato alle sfide più importanti, però questa cosa qua i miei genitori non se la meritavano. Mio babbo ha avuto una reazione strana perché non aveva esultato. Mi disse che non mi aveva detto niente perché si era quasi sentito male: è normale, sono stress mentali“.