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Il Bitcoin ai tempi del Coronavirus

Come le criptovalute sono state influenzate dall'epidemia di coronavirus
medico con soldi in mano

Una delle principali caratteristiche del Bitcoin, similmente alla maggioranza delle altre criptovalute, è la sua alta volatilità e ciò lo rende soggetto a una variazione sensibile del proprio valore nel tempo. Infatti, le criptovalute e soprattutto quelle caratterizzate da una bassa capitalizzazione, sono capaci di raddoppiare o dimezzare il proprio valore anche nell’arco di poche ore.

Questa loro peculiarità può essere considerata un limite se le trattiamo come mero mezzo di pagamento, ma può diventare una risorsa quando decidiamo di intenderle come uno strumento finanziario speculativo; non è un segreto che l’alta volatilità venga spesso sfruttata dai traders più esperti per ottenere enormi profitti economici.

Un’altra caratteristica tipica delle criptovalute è data dal fatto che il loro valore non sia direttamente correlato al prezzo di nessun altro asset tradizionale. Difatti, la tendenza degli indici azionari o del prezzo del petrolio non è detto che influenzino necessariamente l’andamento del valore delle criptovalute. Anzi, molte volte nel corso del tempo abbiamo assistito a un comportamento diametralmente opposto del Bitcoin che, per questo, ha assunto il ruolo di valida riserva di valore.

Bisogna considerare le criptovalute come un asset da investimento alternativo

Per tali motivi, potrebbe essere interessante considerare le criptovalute come un utile asset da investimento alternativo, adatto a diversificare la collocazione delle nostre risorse, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo in questi giorni con l’economia mondiale in balìa del Coronavirus. Un virus potenzialmente in grado di distruggere la finanza mondiale in una fase economica già molto fragile, che molti economisti hanno paragonato al periodo della Grande Recessione del 2008. 

moneta bitcoin
moneta bitcoin
(immagine di repertorio)

A tal riguardo, nell’ultimo “Interim Economic Outlook”, l’OCSE ha dichiarato che il Coronavirus Covid-19presenta per l’economia globale il più grande pericolo dalla crisi finanziaria” del 2008, arrivando addirittura a definirlo “un rischio senza precedenti“.

Tra febbraio e marzo mentre i mercati affondavano, il Bitcoin guadagnava circa l’8%

È notizia di questi giorni che lo Stoxx 600, indice che copre circa il 90% del mercato azionario europeo, abbia dilapidato nelle due settimane comprese tra il 24 febbraio ed il 7 marzo, oltre 1.358 miliardi di capitalizzazione e che pure la nostra Borsa, con Piazza Affari, abbia bruciato nello stesso periodo di riferimento qualcosa come 95 miliardi di euro. Inoltre, il 9 marzo scorso, in un solo giorno, alla borsa di New York il petrolio Wti è affondato facendo registrare un crollo del 24,6%, il risultato peggiore dalla Guerra del Golfo.

bitcoin e dollaro
bitcoin e dollaro
(immagine di repertorio)

Al contrario, il valore del Bitcoin nella settimana compresa tra il primo e il 7 marzo ha guadagnato circa l’8%. Tuttavia, l’alta volatilità si è fatta sentire tra la giornata dell’8 e quella del 9 marzo, con una variazione in negativo di circa 10 punti percentuali; difficile però capire quanto abbiano inciso le notizie sulla diffusione del virus. Non resta quindi che osservare i prossimi giorni per capire meglio le dinamiche e il ruolo di riserva di valore del Bitcoin.

Peraltro, le criptovalute stanno ottenendo dalle autorità statali un riconoscimento ufficiale sempre più diffuso. Ad esempio in Germania, solo pochi giorni fa, l’Autorità Federale di Supervisione Finanziaria (BaFin) ha pubblicato una nota con la quale ha chiarito alcuni aspetti normativi inerenti le criptovalute, adeguandone lo status legale ai sensi della nuova legge introdotta nel Paese il primo gennaio 2020 e facente parte di un quadro normativo più ampio, volto ad allineare il diritto bancario tedesco alla Quinta Direttiva Antiriciclaggio (5AMLD) dell’Unione Europea.

 

La Germania apre al riconoscimento ufficiale delle criptovalute

La legge tedesca ha riconosciuto, in sintesi, l’attività di deposito e di custodia delle criptovalute come un servizio finanziario a tutti gli effetti e di conseguenza le aziende operanti nel settore delle criptovalute verranno considerate, in tutto e per tutto, fornitori di servizi finanziari; per operare legittimamente dovranno ottenere dalla BaFin un’apposita licenza scritta e sottostare alle medesime normative previste per gli altri istituti finanziari tradizionali.

germania euro
banconote euro in mano con sfondo germania
(fonte: pixabay)

Nel futuro, è auspicabile che anche il nostro legislatore prenda una posizione chiara e intervenga per regolare le criptovalute. Solo così, il Bitcoin e le sue sorelle potranno divenire utili strumenti di investimento e di allocazione alternativa delle risorse finanziarie, per privati e società, soprattutto in casi di emergenze o criticità come quella che stiamo vivendo in questi giorni, ricordando sempre che per ogni investimento è necessario affidarsi esclusivamente ai consulenti finanziari regolarmente iscritti nei relativi albi professionali.

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