bara funerale

I morti sono troppi. Questa è la situazione di Bergamo in queste ore a causa dell’emergenza coronavirus. Per una parte delle salme, una sessantina circa, è stato deciso lo spostamento in altri comuni, che si sono resi disponibili per la cremazione. A Bergamo è presente un solo forno crematorio che sta lavorando ormai 24 ore su 24, ma può cremare solo 25 persone al giorno.

L’esercito trasporta i morti di Bergamo

A Bergamo una lunga processione di mezzi dell’esercito per portare via le bare dal cimitero fino ai forni crematori che si sono resi disponibili.

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ha scritto una lettera per ringraziare i sindaci delle città di Acqui Terme, Brescia, Cervignano del Friuli, Domodossola, Modena, Parma, Piacenza, Rimini, Serravalle Scrivia, Trecate e Varese che accoglieranno i loro morti: “In un momento tragico la Vostra collaborazione e vicinanza è encomiabile“.

Anche la camera mortuaria del cimitero non aveva più spazio a disposizione per gestire l’emergenza, ed era stato necessario mettere le bare nella chiesa di Ognissanti. Ora i video che mostrano i mezzi dell’esercito che portavano via le bare è diventato virale.

Guarda il video

I numeri del Coronavirus a Bergamo

Ma quali sono i numeri di una delle città più colpite dall’emergenza Coronavirus? Il numero di contagi aumenta ogni giorno, solo ieri si è superata la quota 4.300, mentre solo nell’ultima settimana sono morte 300 persone. Per Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, la conta dei morti non è corretta perché molti “non muoiono in ospedale“, rivela Agi, muoiono in casa e non sono stati classificati come decessi con coronavirus.

Il sindaco di Scanzorosciate, Davide Casati, ha spiegato ad Agi: “Abbiamo provato a raccogliere i dati dall’anagrafe comunale, raffrontandoli con quelli dell’anno scorso: nel periodo dal 2 al 15 marzo del 2019 abbiamo avuto 6 decessi di anziani, tutti in casa di riposo.

Quest’anno nelle stesse due settimane ne contiamo 36“. La conclusione sarebbe quindi che alcune morti “sono censite come semplici polmoniti, ma abbiamo un ragionevole dubbio di pensare che si trattasse di Covid-19“.