Muore a 74 anni Gianni Mura, scrittore e giornalista storico di Repubblica. Stroncato da un arresto cardiaco a Senigallia. Scrisse per una vita di calcio e ciclismo (Screenshot youtube Luiss Guido Carli)

Si è spento a 74 anni Gianni Mura, firma storica di Repubblica. Lo scrittore e giornalista ha avuto un arresto cardiaco improvviso ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale marchigiano di Senigallia. Ma non è stato possibile salvarlo. Era una delle voci più autorevoli del giornalismo sportivo italiano. Poco più di 2 anni fa, un altro gigante del giornalismo sportivo ci lasciava: Aldo Biscardi.

“Un gigante dal cuore purissimo”

I colleghi di Repubblica lo ricordano con immenso affetto e stima. Il quotidiano ripercorre la lunga e fortunata carriera di Gianni Mura. Ieri sera, l’ultima telefonata alla redazione, per avvisare che oggi non avrebbe scritto la sua rubrica.

Gianni era così: un gigante con un cuore purissimo di bambino. Era il primo, ma sapeva farsi ultimo. Tutte le volte”. L’avevano ricoverato all’ospedale di Senigallia lunedì, in seguito ad un malore. Secondo quanto raccontava lui stesso, iniziò la carriera di giornalista per caso, su suggerimento della compagna di banco del liceo. La ragazza lo convinse a rispondere all’appello ai giovani della Gazzetta dello Sport. Da lì cominciò tutto.

L’amicizia con Gianni Brera

In poco tempo, Mura divenne l’allievo preferito di Gianni Brera.

I due svilupparono una lunga e intensa amicizia, si separarono professionalmente quando Mura lasciò la Gazzetta, ma si ritrovarono a Repubblica. Gianni Mura, prima di approdare a Repubblica, ha scritto anche per Epoca e poi per l’Occhio, il quotidiano di Maurizio Costanzo. Ai Mondiali dell’82, Brera si occupò dell’Italia, mentre Mura delle altre Nazionali. A quelli del ’90, si batté contro il veto sugli alcolici nei locali (una misura anti-hooligans). A Cagliari, un ristoratore gli portò il vino di nascosto, in una caraffa da caffellatte.

Fu lui a scrivere l’articolo d’addio quanto, nel ’92, Brera morì in un tragico incidente stradale. Raccolse l’eredità di una generazione privata del proprio mentore.

“Siamo i senza Mura”: l’addio dei colleghi di Repubblica

Consigliato da Mario Sconcerti, Gianni Mura diede vita alla rubrica più longeva del giornalismo italiano, andata avanti per quasi 40 anni: “Sette giorni di cattivi pensieri”. Insieme alla moglie Paola aveva un’altra rubrica, sul Venerdì di Repubblica, di enogastronomia, chiamata “Mangia & Bevi”. Amante della letteratura, di carte, Mura ha scritto anche dei romanzi, come “Giallo su giallo”, vincitore del premio Grinzane.

I colleghi lo ricordano così: Adesso, c’è un’altra generazione che piange. Adesso, siamo i senza Mura”. Numerosi i colleghi illustri che hanno voluto dare l’ultimo saluto al giornalista, da Massimo Giannini a Gad Lerner, passando per Andrea Scanzi, che su Facebook scrive: “Aveva cuore, talento, ego, spigoli, genio e generosità. Gianni è stato un amico, un faro, un punto di riferimento. Un compagno di strada e di sogni. Oggi questo paese perde un grande uomo e un irripetibile scriva. Sono molto triste. Grazie di tutto, Maestro”.

Andrea Scanzi ricorda Gianni Mura, giornalista Repubblica morto
Andrea Scanzi ricorda Gianni Mura
Gianni Mura morto giornalista Repubblica

Immagine in evidenza: Youtube LuissGuidoCarli