Il parere degli esperti sugli ultimi sviluppi del Coronavirus. Gismondo “è mutato, troppi morti”. Lopalco “Durerà fino all’estate, è la Spagnola del 2020” (Immagine di repertorio)

Nel pieno dell’emergenza coronavirus, si presta anche molta attenzione ai dati che arrivano circa le persone contagiate. Oltre al fattore dell’età e delle patologie pregresse, sembra che il virus colpisca di più gli uomini. Alberto Mantovani, autorevole voce del mondo medico, ha ipotizzato tre possibili spiegazioni del fenomeno per cui le donne risulterebbero più resistenti al Coronavirus rispetto agli uomini.

Chi è Alberto Mantovani

Classe 1948, il dottor Alberto Mantovani è un medico e immunologo italiano, che ha maturato una lunga esperienza sia come ricercatore che sul campo.

Laureato in Italia, ha lavorato e svolto studi di ricerca in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Oggi è direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), presidente della fondazione Humanitas per la ricerca. Inoltre, è docente di patologia generale presso l’Università Humanitas e presidente IUIS (International union of immunological societies, letteralmente traducibile come “Unione internazionale delle società immunologiche”).

L’universo femminile resiste meglio

Parlando del Coronavirus in un’intervista per Adnkronos Salute, Mantovani ha affermato: “In Lombardia l’82% dei ricoverati in Terapia intensiva sono maschi. E i dati generali mostrano che c’è una differenza di più di due volte nella mortalità e nelle patologie gravi fra uomini e donne.

È indubbio: l’universo femminile resiste meglio“.

Il dottore ha poi ipotizzato 3 spiegazioni a questo fenomeno: la prima è che le donne avrebbero un sistema immunitario più forte rispetto a quello maschile, la seconda riguarda la genetica e la terza sarebbe ricollegabile al fumo.

Il sistema immunitario delle donne è più forte

Illustrando la prima possibile spiegazione, ad Andkronos Mantovani sostiene che: “Noi sappiamo che alcune risposte immunitarie sono messe in campo con maggior vigore dalle donne rispetto agli uomini. Questo ha un senso da un punto di vista evolutivo: le donne passano gli anticorpi al prodotto del concepimento attraverso la placenta.

Insomma c’è un significato preciso“.

È anche una questione di geni

Riguardo alla seconda spiegazione, quella che farebbe riferimento ai geni, Mantovani spiega che “potrebbe essere ricercata in alcuni dei geni che controllano l’entrata del virus, cioè il sasso a cui si attacca l’àncora del virus e che lo fa fondere”. Stando alle dichiarazioni riportate, infatti: “Due di questi geni si trovano sul cromosoma X o sono regolati dagli ormoni femminili […].

Sulla stessa linea della genetica, sul cromosoma X ci sono anche alcuni geni della risposta immunitaria“, ricollegandosi così alla prima spiegazione.

Tra le cause ci sarebbe anche il fumo

La terza ipotesi infine coinvolge due dati: il fatto che i più colpiti siano gli over 60, e l’abitudine a fumare negli anni ’60. Nell’illustrare questa spiegazione Mantovani racconta dalle righe di Adnkronos: “Sappiamo tutti che chi ha più problemi con la Covid-19 sono gli over 60. Ebbene, in quella generazione fumavano molto di più i maschi che non le femmine. E il fumo danneggia i polmoni”. Questo dato, per Mantovani, sarebbe indicativo: “Quindi nella lotta contro il virus è come se gli uomini in questo range di età che hanno fumato partissero per una maratona con un handicap di qualche chilometro“.

Il dottor Alberto Mantovani conclude infine con un appello alle nuove generazioni: “Con gran tristezza devo dire che adesso le giovani donne fumano quanto e più degli uomini. Il mio messaggio è: non fumate, per voi e per gli altri“.

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