don antonio mazzi a domenica in

Così come la scorsa puntata, anche oggi pomeriggio Domenica In farà compagnia agli italiani in quarantena con Mara Venier da sola in studio. Sono tanti gli ospiti che intervengono nella diretta di oggi attraverso video-collegamenti con la padrona di casa, per raccontare come stanno vivendo questo dramma e come stanno trascorrendo la loro quarantena.

Il pensiero di Don Mazzi

Il primo a collegarsi con Mara Venier è Don Antonio Mazzi. Il prete racconta il lodevole impegno dei ragazzi di una delle sue comunità, in Basilicata, che si stanno impegnando nella realizzazione di mascherine da distribuire gratuitamente.

Riescono a fare circa 200 mascherine al giorno e lavorando giorno e notte“, ha spiegato. Don Mazzi ha poi raccontato le sue sensazioni sull’incubo che stiamo attraversando: “Non me lo sarei mai aspettato. Neanche il dopoguerra e nemmeno la guerra non c’entra niente con questo fatto. Il virus ha una velocità impensabile e in pochi mesi è arrivato sino all’isola più sperduta nel mondo. Questo fatto ha due aspetti: quello della tragedia e quello di qualcosa di nuovo che deve sorgere. Relazioni nuove e un nuovo modo di vivere insieme e di condividere“.

La benedizione eccezionale del Papa

Sulla preghiera di Papa Francesco in una Piazza San Pietro completamente deserta in occasione della benedizione Urbi et Orbi, il Don ha dichiarato: “Una cosa simile in 2000 anni non è mai accaduta. Non solo per la solitudine a Piazza San Pietro e il Papa prega da solo, ma finalmente perché questo Papa è un padre, non un pontefice. E che parla come parlo io, ma da quando in qua un Papa ha detto queste cose?

“.

L’intervento del governatore della Puglia

Anche Michele Emiliano, governatore della regione Puglia, è intervenuto a Domenica In in video-collegamento da Bari: “Noi abbiamo smontato e rimontato molti ospedali, abbiamo 1458 contagiati e 661 ricoverati quindi ce la stiamo cavando abbastanza bene. Non stiamo ospedalizzando molto, abbiamo 100 persone in terapia intensiva. Il problema è che mancano i dispositivi di protezione individuale, sono necessari perché purtroppo gli ospedali sono i luoghi più delicati in cui ci si può infettare. Noi ci sentiamo vicini all’Emilia, al Veneto, e abbiamo capito che il Sud potrebbe essere una fonte di aiuto per il Nord.

Lo dico alla politica: smettere di giocare con i piccoli egoismi e sentirsi vicini anche per costruire un nuovo modello per il futuro. Deve anche cambiare radicalmente il ruolo della sanità pubblica“.