festivalbar esurodance

Per i ragazzi cresciuti negli anni ’90 il Festivalbar era l’appuntamento imperdibile con l’estate. Su quel palco itinerante sono state immortalati e celebrati alcuni dei brani dance che sono diventati immortali e che ancora oggi continuano a farci cantare a squarciagola, in un inarrestabile moto nostalgico.

Ma li ricordate tutti i grandi protagonisti delle hit dance anni ’90? Vi siete mai chieste che fine abbiano fatto oggi? Abbiamo deciso di dedicarci oggi un tuffo nel passato per ricordarne alcuni.

Idoli Germania

A chi ha dato le origini, chi invece ci si è formato, la Germania ha sfornato più di un idolo della eurodance anni ’90.

La Bouche

Giunti al successo con Be My Lover e Sweer Dream, il duo tedesco La Bouche fu tra i protagonisti del Festivalbar del 1995. Il gruppo era formato dall’americana Melanie Thornton e Lane McCray, le cui strade si separano nel 2000 quando la Thornton decide di intraprendere la carriera da solista. Purtroppo, però, nel 2001 l’artista morì in un incidente aereo, durante un tour.

Intanto McCary sostituiva la vocalista con Natasha Wright, con cui ancora oggi porta in giro i successi di La Bouche, ma ricorderà sempre la compagna con cui intraprese la sua avventura musicale.

Scatman John

John Paul Larkin, in arte Scatman John, un pianista jazz, originario di El Monte in California, ha dovuto fare i conti con la balbuzie sin da bambino. Eppure riuscì a trasformare il difetto di pronuncia nella chiave del suo successo, fino a diventare un idolo della dance music, over 50.

Negli anni ’80 si distinse per le sue esibizioni jazz, caratterizzate dallo scat, una pratica musicale jazzista in cui si riproducono vocalmente gli strumenti musicali.

Poi negli anni ’90 si trasferisce a Berlino e scopre il mondo della musica dance, e fu proprio qui che ebbe la brillante intuizione di miscelare lo scat con l’hip hop. Anche lui tra i grandi protagonisti del Festivalbar 2015, indelebile nella nostra memoria, anche grazie alla sua Scatman Ski Ba Bop Da Ba Bop, indimenticabile colonna sonora del film Selvaggi.

Gli italiani

L’Italia ha sicuramente dato un grande contributo nel mondo della dance anni ’90, con alcuni brani immortali di cui ancora oggi vengono prodotte cover.

Robert Miles

Children è ormai un successo senza tempo, ma correva l’anno 1995 quando Robert Miles, al secolo Roberto Concina, lo suonava sul palco del Festivalbar.

Italiano d’origine, nato in Svizzera e vissuto tra Ibiza, Londra e Berlino, Robert Miles era un vero cosmopolita. Dopo aver scalato le vette delle hit dance, fonda una sua casa di produzione e inaugura una sua radio a Ibiza. Nel 2017 muore di cancro ma sarà ricordato per sempre come re della trance.

I Corona

I Corona sono il gruppo dance italiano portato al successo dalla ormai celeberrima The Rhythm Of The Night che ha fatto ballare il pubblico del Festivalbar nel 1993.

Uno dei brani eurodance più riproposti di sempre, dai Bastille a Will.I.Am, con la sua Ritmo, colonna sonora di Bad Boys For Life.

Il gruppo era costituito dalla frontowman brasiliana Olga Maria De Souza e Francesco Checco Bontempi. Tuttavia sebbene fosse lei a salire sul palco, quello che molti forse non sanno, è che dietro la voce ci fosse la cantante Jenny B.