È morto Ezio Vendrame. Il mondo del calcio dice addio al “George Best” italiano. Il campione aveva 72 anni. Talento puro ed eccentrico

Se n’è andato Ezio Vendrame. L’ex calciatore, un simbolo degli anni ’70, aveva 72 anni. Stamattina, in provincia di Treviso, ha esalato il suo ultimo respiro. Purtroppo, Vendrame stava giocando la sua ultima gara contro un tumore, che alla fine ha avuto la meglio. Era conosciuto anche come “George Best italiano”, per la sua celebre sregolatezza dentro e fuori dal campo, proprio come quella del campione nordirlandese, e per il look anticonformista che li rendeva così simili. Due anni fa, il calcio italiano perdeva un’altra bandiera: il giornalista sportivo Franco Costa.

La carriera, fra talento e follie

Vendrame si era ritirato da tempo a vita privata. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, aveva lavorato anche come allenatore e scrittore. Ma la sua fama era dovuta principalmente alla sua carriera da calciatore. Un talento vero e una personalità indimenticabile, che gli aveva fatto guadagnare il paragone con un altro collega tutto genio e sregolatezza: George Best. Uno degli episodi che maggiormente hanno contribuito a questa etichetta, come ricorda la Gazzetta dello Sport, si verificò durante il match tra Padova e Cremonese.

Al tramonto di uno scialbo 0-0, decise di dribblare tutti i compagni di squadra, portiere compreso, prima di fermarsi sulla propria linea di porta e ricominciare l’azione come se nulla fosse successo”, scrive il quotidiano sportivo. Ricopriva anche lo stesso ruolo di Best, ossia l’ala. E faceva impazzire i suoi allenatori, come Luis Vinicio, che lo portò al Napoli, pentendosene dopo poco tempo.

Addio a Ezio Vendrame, Best italiano

Nel 2002 Vendrame scrisse e pubblicò il libro Se mi mandi in tribuna godo, dove racconta tanti aneddoti e storie della sua fortunata carriera calcistica, iniziata nella sua Regione, il Friuli, con l’Udinese.

Fuori dal campo, suonava la chitarra e amava la poesia, le donne e gli eccessi. Ma era in campo che dava libero sfogo alle sue “follie”. Con la maglia del Padova, una volta bloccò una partita solo per salutare l’amico cantautore Piero Ciampi sugli spalti. La carriera si concluse poi con il ritorno a casa, nel Juniors Casarsa. Poi pian piano si è allontanato dalla vita pubblica, concedendo un’ultima intervista lo scorso anno. Il mondo del calcio è a lutto: uno dei suoi figli più talentuosi ed eccentrici ha concluso la sua partita più importante.