Decine di persone senza mascherina al funerale di Lorena Quaranta, uccisa dal fidanzato a Furci Siculo (Messina). La Procura di Agrigento apre un’inchiesta (Foto Facebook)

Una tragedia può portare a gesti sconsiderati ed incoscienti. Venerdì 3 aprile, a Favara (Agrigento) si è svolto il funerale della 27enne Lorena Quaranta, studentessa di Medicina uccisa dal compagno Antonio De Pace, collega universitario calabrese della ragazza. Il femminicidio è avvenuto a Furci Siculo (Messina) martedì 31 marzo. La Procura di Agrigento ha però aperto un’inchiesta per l’eccessiva folla radunatasi ai funerali della giovane, nonostante l’alto rischio di contagio per Coronavirus e i divieti sugli assembramenti. De Pace, intanto, si trova in carcere a Messina dopo aver confessato l’omicidio. In un secondo momento, ha avanzato come movente l’accusa che Lorena gli avesse passato il virus.

Decine di persone senza mascherina al funerale di Lorena

L’intero paese di Favara, di cui Lorena era originaria, è rimasto scioccato e piange la sua scomparsa. Ma durante l’emergenza Coronavirus, gli assembramenti sono pericolosi anche in occasioni come i funerali. Il rischio contagio è elevato, per questo il governo Conte per mezzo dei decreti-legge ha vietato ogni occasione di raduno. Anche l’ultimo addio ad un funerale. Stando a quanto riportato dal Giornale di Sicilia, il capo dell’ufficio inquirente Luigi Patronaggio ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e senza ipotesi di reato.

La decisione della Procura agrigentina è arrivata dopo aver preso visione delle immagini diffuse dalla stampa e sui social. Foto e video ritraggono infatti numerose persone per strada e fuori dal cimitero, ammassate davanti ai cancelli, per dare l’ultimo saluto a Lorena Quaranta.

Il sogno infranto della laureanda in Medicina

La Procura ha sottolineato che occorrerà verificare se si sia trattato di un’azione spontanea oppure “organizzata e non fronteggiata”. Secondo quanto si apprende, l’arcidiocesi, su richiesta della sindaca Anna Alba e della famiglia Quaranta, aveva autorizzato una breve omelia nella cappella del cimitero, limitata ai soli familiari.

Uno strappo ai divieti che in breve tempo ha raccolto decine di persone intorno al cimitero. E molte non portavano mascherine o altre forme di protezione. La solidarietà è andata a braccetto con l’incoscienza. Poi il carro funebre ha attraversato la città di Favara, dalle finestre i concittadini di Lorena hanno esposto lenzuola bianche dalle finestre. Ma in tanti si son riversati per strada, per salutare la 27enne.

Lorena stava per laurearsi in Medicina all’Università di Messina, ma il suo sogno le è stato portato via fra le mura di casa, da chi diceva di amarla.

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