bara funerale

Ha fatto molto discutere il caso del presunto corteo funebre per il fratello di un ex boss a Messina, in violazione alle disposizioni sull’emergenza Coronavirus. Via Facebook le precisazioni del sindaco, Cateno De Luca, che ha rispedito al mittente le accuse di aver taciuto sulla vicenda.

Il caso del presunto corteo funebre

Tra le questioni collaterali alla gestione dell’emergenza Coronavirus, a Messina si parla di un caso che ha inondato le cronache nazionali e che è stato lanciato dal sito MessinaOra.it con la foto di un gruppo di persone radunate in un presunto corteo funebre per il fratello di un ex boss di mafia, poi pentito, nonostante i divieti imposti dalle attuali norme anti-contagio.

Si tratta, secondo quanto riportato da La Sicilia e numerose altre fonti, di quanto accaduto durante il trasporto del feretro di Rosario Sparacio, fratello di Luigi Sparacio, oggi collaboratore di giustizia.

Stando a quanto riportato su Facebook dal sindaco di Messina, Cateno De Luca, sulla vicenda sarebbero in corso indagini volte a chiarire i contorni della “partecipazione al trasporto del feretro da parte dei parenti e dei soggetti che sono ripresi nelle fotografie diffuse dalla stampa“.

Il primo cittadino avrebbe ricevuto accuse da più parti sul presunto silenzio tenuto in merito all’accaduto, e questo ha sollevato un’aspra polemica davanti alla quale ha deciso di intervenire prima con un post, poi con un video di replica sulla sua pagina social.

La replica del sindaco di Messina

L’episodio di Messina risalirebbe allo scorso 11 aprile, e dopo l’esplosione del caso il sindaco De Luca ha diffuso un comunicato in cui ha tracciato i contorni della questione.

Non consento a nessuno di confondere il mio doveroso riserbo istituzionale con una forma di silenziosa complicità su fatti“, ha scritto nel suo post su Facebook.

Se invece di strumentalizzare i fatti per attaccarmi si fossero accertati i fatti, avrebbero scoperto che venerdì scorso, nel primo pomeriggio, il sig. Sparacio Rosario, già gravemente malato, è deceduto all’interno della propria abitazione. Constatato il decesso, trascorse le canoniche 24 ore di osservazione, nel pomeriggio di sabato 11 aprile il feretro è stato trasportato dall’abitazione fino al Camposanto dove è stato deposto in attesa della tumulazione. Non si è trattato né di un corteo funebre né di una celebrazione religiosa – ha scritto il primo cittadino –, che sono peraltro vietati dalle disposizioni del DPCM (…)“.

De Luca ha voluto sottolineare che quanto descritto come “‘corteo funebre con oltre cento persone’” non sarebbe stato “altro che un mero trasporto della salma per poche centinaia di metri, al quale si sono uniti, in modo estemporaneo, alcuni familiari del defunto, in numero non superiore alla trentina“. Caso su cui ora sarebbe intervenuta un’inchiesta.

Post di Cateno De Luca su Facebook
Post di Cateno De Luca su Facebook

Questo il precedente commento di Claudio Fava, presidente regionale della Commissione Antimafia che si era unito al coro di quanti hanno chiesto spiegazioni sull’episodio: “Mentre in Italia non si celebrano funerali né matrimoni, come è possibile che a Messina in cento abbiano accompagnato al cimitero il fratello di un capomafia?

Dietro il feretro di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, sabato pomeriggio c’erano auto, moto, amici.
Dal sindaco Cateno De Luca, sempre pronto a rumoreggiare con la fascia tricolore al petto, stavolta solo silenzi
“.

Io sono stato sempre lontano dagli ambienti mafiosi ed ho sempre combattuto ogni forma di mafia. Se avessi avuto contezza di questa vicenda avrei agito prontamente come sono solito fare.

La mafia mi ha sempre fatto schifo come ogni qualsiasi forma di sopruso (…). La città di Messina – ha concluso il sindaco – non merita di subire queste umiliazioni soprattutto oggi che ha dimostrato di essere stata compatta nel rispetto delle regole“.

Intanto, come precisato dallo stesso primo cittadino di Messina e come rilanciato da diversi organi di stampa, sulla vicenda sarebbero state avviate le indagini per chiarire quanto accaduto e identificare tutti i presenti all’assembramento.