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Volatilità sui mercati: significato, indici e trading

La volatilità nei mercati finanziari è un fenomeno in cui le oscillazioni del prezzo di un titolo in borsa diventano d’improvviso instabili e irregolari.

La volatilità nei mercati finanziari è un fenomeno in cui le oscillazioni del prezzo di un titolo in borsa diventano d’improvviso instabili e irregolari.
Molto spesso infatti, nell’analizzare il mercato finanziario, ci troviamo di fronte a dei titoli che possiedono un andamento regolare. Con questa espressione ci si riferisce al fatto che il titolo o l’azione in questione subisca delle oscillazioni di prezzo in un periodo di tempo abbastanza lungo, senza però che le sue variazioni superino i valori di massimo e di minimo che l’investitore gli riconosce normalmente.

In questo senso la volatilità può essere intesa come un improvviso cambiamento del prezzo di un’azione rispetto a quello che era stato il suo valore medio nel tempo.


Un titolo, dunque, diventa volatile quando il suo valore inizia a cambiare in modo irregolare e instabile in un periodo di tempo molto breve.
Scopriamo quali fattori determinano la e come sfruttarla per possibilità di investimento.

Cosa significa volatilità in finanza?

Nel momento in cui si ha a che fare con un fenomeno di volatilità finanziaria, comprenderne le cause non è semplicissimo, e spesso non esiste una sola spiegazione al perché un titolo abbia iniziato a oscillare nel prezzo in maniera irregolare per un periodo di tempo significativo. 

tastiera pc
tastiera pc con grafico
fonte: pixabay

Esistono ad esempio alcune teorie che sostengono che, trovandoci in un mercato che si caratterizza per un trading molto forte e fluttuazioni ampie, il risultato spesso è uno squilibrio unidirezionale degli ordini commerciali. In parole povere, la volatilità in questo caso viene determinata dal fatto che tutti si dirigono o soltanto sulla domanda, o soltanto sull’offerta presente nel mercato. Altre teorie primeggiano invece la spiegazione che siano innanzitutto i fattori esterni, come un evento economico di una certa rilevanza, a scatenare la volatilità.

In ogni caso, ci sono pochi dubbi sul fatto che nel trading moderno gli investitori hanno un ruolo molto rilevante con le loro azioni nel determinare la volatilità di un titolo. Soprattutto quando irrompe un evento esterno che manda nel panico i trader, e di casi storici in tal senso ce ne sono molti.

D’altronde, non tutti gli operatori finanziari sono in grado di dominare le loro emozioni di fronte al verificarsi di grandi imprevisti. Ed è anche per questo che un evento esterno può influenzare il mercato fino a stravolgerlo.

L’indice di volatilità

È bene precisare che non è corretto parlare di volatilità sul mercato finanziario, in riferimento a una singola giornata di oscillazioni del prezzo molto forti. Affinché infatti il fenomeno sia accertato, occorre analizzare le variazioni del titolo in più sedute, e possiamo parlare di volatilità soltanto se anche in quel caso l’andamento irregolare del prezzo continua a persistere.

indice economico
indice economico
fonte: pixabay

Esistono diversi indici nati per misurare la volatilità. Il più comune e utilizzato è l’indice Vix (Volatility Index del Cboe – Chicago Board Options Exchange). Questo è al momento considerato come l’indicatore mondiale della volatilità di un titolo, in relazione al fatto che su di esso fa affidamento l’intero mercato finanziario americano. È anche conosciuto dagli addetti ai lavori come “l’indice della paura” in quanto viene considerato uno dei principali indicatori di rischio sul mercato.

Il Vix si determina in base al movimento di opzioni sull’indice Standard & Poor’s 500. Di norma, una crescita dell’indice Vix indica il fatto che sul mercato si attende una maggiore variazione dei prezzi nel mese successivo.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo del Vix, questo tende a misurare in tempo reale i prezzi delle opzioni call e put presenti nell’indice di Standard & Poor’s 500. Gli operatori finanziari lo utilizzano quasi come fosse un barometro in grado di evidenziare in maniera affidabile l’incertezza che regna in quel momento sul mercato.

Un trader può guadagnare sfruttando la volatilità finanziaria?

Il fenomeno della volatilità dei mercati è complesso e molto difficile, sia da gestire che da comprendere in tempo reale per trarne un profitto.
Per il singolo risparmiatore è quasi impossibile infatti coglierne i vantaggi, in primo luogo perché probabilmente dovrebbe monitorare la borsa almeno 20 ore al giorno. Ecco perché di norma, soltanto gli investitori professionali vedono nella volatilità una concreta opportunità di guadagno.

calcolatrice economica
calcolatrice economica
fonte: pixabay

Anzi, accade spesso che un investitore esperto “compri” la volatilità di un titolo, allo scopo di ottenere una performance positiva nel medio termine. Rimane comunque un terreno estremamente complicato su cui agire a livello finanziario, soprattutto nei casi in cui questo fenomeno si manifesta in seguito a un evento politico-economico esterno. In questo contesto infatti, ogni notizia, ogni singola dichiarazione, può letteralmente ribaltare il mercato o in una direzione o in un’altra. Spesso anche gli operatori finanziari più esperti si ritrovano a correggere le loro stesse operazioni e compravendite a seconda di come cambia la situazione.

Mettere nel proprio portafoglio un asset che presenta elevati rischi di volatilità non è necessariamente un male e può rappresentare una fonte di guadagno. Ma soltanto se a condurre le operazioni non è il singolo risparmiatore, ma un investitore con l’esperienza e il tempo necessario a comprendere il mercato e a coglierne le opportunità.

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