primo piano giuseppe guarino

Giuseppe Guarino è morto all’età di 97 anni. Il giurista è stato una figura di riferimento dal secondo Dopoguerra ad oggi per generazioni di costituzionalisti ed esperti di diritto, lasciando la sua impronta su personalità politiche e accademiche di rilievo. Nel corso degli anni ha ricoperto cariche di primo piano all’interno delle istituzioni italiane, non facendo comunque mai mancare critiche a quelle che considerava derive del potere.

Giuseppe Guarino, una vita al servizio dello Stato

Giuseppe Guarino ha iniziato la sua carriera insegnando diritto costituzionale nell’Università di Sassari nel 1948. Ha poi avuto le cattedre di alcune dei più importanti atenei italiani, da Siena a Napoli, diventando professore emerito nella Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Tra i suoi studenti ci sono stati nomi illustri come Francesco Cossiga e Giorgio Napolitano.

Guarino è stato sindaco della Banca d’Italia dal 1967 al 1987. In questi anni e nei successivi si è battuto ferocemente contro le malversazioni di alcuni esponenti collusi con ambienti criminali per proteggere l’istituzione.

Il ministro della Democrazia Cristiana

Il professore di diritto ha partecipato come ministro a diversi governi ed è stato deputato della Democrazia Cristiana.

Ha avuto il ministero delle Finanze del governo Fanfani nel 1987,  e quello dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato insieme al ministero delle Partecipazioni Statali nel governo Amato, dal 1992 al 1993.

Guarino aveva previsto la concorrenza di grandi aziende da parte di Stati Uniti, Giappone e altre potenze emergenti. Aveva indicato come unica strada per rendere competitive le aziende italiane una modernizzazione che prevedesse l’integrazione della pianificazione statale e privata.

La critica all’Europa

In principio convinto europeista, Giuseppe Guarino ha rivisto le sue posizioni.

La critica principale è stata rivolta ai vincoli economici imposti agli Stati, come il Fiscal Compact. L’ex ministro ha lanciato diversi appelli per riformare la Costituzione europea, su ideali comuni con alla base un popolo europeo che per lui esisteva da secoli.