nicola e luca zingaretti

Nel corso di un racconto sulle pagine di Repubblica del 2013, i fratelli Luca, Nicola e Angela Zingaretti avevano voluto raccontare come loro madre, all’età di 7 anni, fosse riuscita da sola a sfuggire ad Auschwitz, il tristemente noto campo di concentramento nel corso della II Guerra Mondiale.

La famiglia Zingaretti

Il 16 ottobre di 70 anni fa oltre 1000 ebrei, tra cui 200 bambini, furono rastrellati tra le strade di Roma e deportati ad Auschwitz. Tra loro anche Ester Della Torre, la nostra bisnonna. Nostra madre, quasi per caso, si salvò dalla deportazione, con la sorella e i genitori.

Grazie a questo caso, noi oggi esistiamo”. Inizia così il racconto di Luca, Nicola e Angela Zingaretti su come loro madre sia riuscita a sopravvivere alla strage.

Pur non essendo una famiglia puramente ebrea, “ai nazifascisti questo poco importava” e il 16 ottobre del 1943 entrarono nella casa di Monteverde Vecchio alla ricerca del nonno Angelo Capua. La mamma di Luca, Nicola e Angela Zingaretti, che all’epoca aveva solo 7 anni, non si trovava lì in quel momento, altrimenti anche lei sarebbe stata deportata ad Auschwitz.

Una data indimenticabile

La nostra dunque è una storia di cittadini di Roma, come tante altre storie di romani e romane, che racconta bene il legame tra i fatti storici e la memoria, i ricordi e le vite, gli intrecci che esistono in una comunità”, hanno quindi raccontato i fratelli Zingaretti. Per poi aggiungere: “Il 16 ottobre del 1943 è tra noi, nelle vittime, nei non nati, nelle famiglie distrutte, nei sopravvissuti e nei tanti che sono nati e oggi vivono perché il nazifascismo ha perso”.

Tra le vittime, infatti, ricordano la loro bisnonna Ester Della Torre, deportata e uccisa ad Auschwitz. Proprio in sua memoria, nel 2013, Luca Zingaretti, assieme ad altri attori, ha letto il racconto 16 ottobre 1943 di Giacomo Debenedetti in occasione di una serata, davanti al Portico d’Ottavia. L’intento era quello di rendere omaggio a quanti hanno vissuto questo evento, rivolgendosi a “chi ha voglia di ricordare e chi ha bisogno di conoscere”.