Un infermiere del blocco Covid ad Ancona

“Chiuso! L’abbiamo svuotato!”. La gioia del personale sanitario dell’Ospedale Torrette di Ancora è la gioia di tutti. Una buona notizia per affrontare con nuove energie la fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Il 3 maggio l’ospedale di Ancora ha annunciato la chiusura del blocco di  terapia intensiva allestito in quella che, normalmente, è una sala operatoria. Il video girato dagli infermieri per l’occasione è diventato in breve tempo virale sui social network.

L’allestimento del reparto di terapia intensiva

Non c’è più alcun ricoverato nell’area Covid 6 ad Ancona. Nelle scorse settimane il blocco ha accolto 25 pazienti in contemporanea, per reggere il ritmo vertiginoso con cui i positivi al Coronavirus aumentavano di giorno in giorno.

A metà marzo, riportano le fonti, l’Ospedale Torrette ha attraversato una vera a propria rivoluzione organizzativa per rispondere all’emergenza sanitaria. L’aumento di posti in terapia intensiva sembrava vano. Nel momento peggiore della crisi, si è arrivati a temere che i letti e le apparecchiature non fossero sufficienti e si è deciso di ampliare l’area Covid 6 a 29 posti letto. Oggi, mentre assistiamo a un lento calo dei contagi, il blocco speciale può chiudere i battenti: ad accogliere i pazienti in terapia intensiva è sufficiente il reparto di rianimazione clinica.

Guarda il video

"Chiuso! L'abbiamo svuotato! Non abbiamo più pazienti"Una delle due rianimazioni per i pazienti covid, esattamente quella che occupava le sale operatorie di torrette ora non ha più nessun ricoverato al suo interno.Sono stati due mesi così intensi, passati tra lo scafandro e l'isolamento in casa, da non sapere più che giorno è oggi. Due mesi che hanno lasciato cicatrici profonde, non solo a noi e non solo quelle delle mascherine sui nostri nasi. Tanta sofferenza, troppi contagi, stili di vita stravolti, famiglie lontane, lavori persi, lutti. 34 di noi, colleghi infermieri, deceduti in Italia e tanti altri numeri e pensieri che fanno paura.È troppo presto per festeggiare, ancora non è finita questa brutta storia. Nessuna festa quindi, ma un applauso, che parte timido, diventa scrosciante e lunghissimo mano a mano che ripercorriamo con la mente questo ultimo periodo.Bravi e forti, tutti!I miei colleghi non sono eroi ma sono infermieri. Ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre, ad aiutare e aiutarsi tra di loro. E io ne sono orgoglioso. Forza! Dai che ce la facciamo! Forza ragazzi, forza Ancona! ❤️

Pubblicato da Alessandro Verardi su Domenica 3 maggio 2020

Le cicatrici profonde degli infermieri

“Sono stati due mesi così intensi, passati tra lo scafandro e l’isolamento in casa, da non sapere più che giorno è oggi”, scrivono gli infermieri che hanno diffuso il video. Donne e uomini che in queste settimane hanno toccato con mano la sofferenza che il Coronavirus porta con sé e hanno visto famiglie spezzate e allontanate. Parlano di “cicatrici profonde”, ed è chiaro che non si riferiscono a quelle lasciate sul loro volto dalle mascherine, ma a quelle dell’anima.

“Forza, Ancona!”

“È troppo presto per festeggiare”, si appellano gli infermieri in modo accorato. Secondo i dati del Gores (Gruppo Operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie), nelle Marche ci sono ancora 44 persone in terapia intensiva, e la regione conta oltre 900 decessi. Il personale sanitario invita allora non a una festa, ma a “un applauso, che parte timido e diventa scrosciante” mentre si ricordano i sacrifici, le vittorie e le perdite di questo periodo. La chiusura del blocco di terapia intensiva dell’Ospedale Torrette è un segnale incoraggiante, che sembra dire “Forza, Ancona!”.

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