bandiera della Turchia

È morto dopo 323 giorni di sciopero della fame Ibrahim GokceK, attivista turco e bassista della storica band Grup Yorum. Aveva avviato una protesta durata quasi un anno contro la repressione che aveva costretto la formazione a rinunciare ai concerti da anni. Prima di lui, riporta Ansa, erano morti altri 2 musicisti del gruppo.

Ibrahim Gokcek: morto il bassista della band turca

Uno sciopero della fame lungo 323 giorni, poi la fine della battaglia contro la repressione di Ankara e la morte: è la sintesi dell’ultimo anno di vita del musicista turco Ibrahim Gokcek, morto dopo la lunga protesta contro i divieti di esibirsi in pubblico che, da anni, avrebbero impedito alla sua band, i Grup Yorum, di portare avanti il proprio progetto artistico e culturale.

Lo sciopero della fame, secondo quanto annunciato dalla stessa band via Twitter, si era interrotto il 5 maggio scorso a seguito di quella che era stata definita dalla formazione come una vittoria politica” coincisa le prime timide aperture delle autorità a un via libera per i loro live.

Tweet dei Grup Yorum
Tweet dei Grup Yorum – Fonte: Twitter/Grup Yorum Direnis Evi

Grup Yorum: 3 membri morti durante la protesta

Attivista famoso in tutto il Paese, 40 anni, Ibrahim Gockcek aveva interrotto lo sciopero della fame soltanto martedì scorso, dopo aver ottenuto un parziale riconoscimento del diritto di suonare.

Una protesta contro il regime, la sua, fatta propria dalla band dei Grup Yorum (fondata nel 1985) di cui era bassista e che, nell’ultimo mese, aveva visto morire altri due dissidenti e componenti della formazione: Helin Bolek e Mustafa Kocak, entrambi 28enni, deceduti dopo quasi 300 giorni di sciopero della fame.

Il decesso di Gokcek sarebbe avvenuto in un ospedale di Istanbul, dopo aver denunciato anche l’arresto di diversi altri attivisti.

Sua moglie, riporta l’Ansa, sarebbe ancora detenuta nel carcere di Silivri.

Tweet sulla morte di Ibrahim Gokcek
Tweet sulla morte di Ibrahim Gokcek – Fonte: Twitter/berke ama yediyamanlı

Le parole del bassista della band

In un’intervista rilasciata a 7, settimanale del Corriere della Sera, il bassista dei Grup Yorum aveva delineato il ritratto della loro battaglia per la libertà di espressione e aveva chiarito i contorni del movente della protesta.

Questa resistenza è la nostra ultima risorsa. Moriremo per cantare?

Sì, perché il nostro è amore per le persone e per la patria“.

Da 5 anni, secondo il racconto del musicista, i concerti del gruppo erano stati vietati per presunti legami con ambienti legati all’estrema sinistra e al terrorismo. Uno scenario da sempre smentito dai musicisti, che hanno portato avanti la loro idea fino allo stremo. “Ci hanno lasciato solo i nostri corpi per combattere“, aveva detto Gokcek nell’intervista, poche settimane prima di morire.

Tweet in ricordo di Ibrahim Gokcek
Tweet in ricordo di Ibrahim Gokcek – Fonte: Twitter/Politik Baykus